La moderna devozione al Divin Marchese

Ma chi era Donatien Alphonse François de Sade? Un libertino, un genio del male, un filosofo in cerca del limite estremo a cui l’uomo può spingersi? Forse era tutte queste cose, e senza alcuna soluzione di continuità. Ecco perché il «Divin Marchese», come era soprannominato, ha segnato il nostro immaginario collettivo. Nel male, ovviamente, e a colpi di stiletto. E possiamo rammaricarcene, ma senza di lui la coscienza occidentale del lato oscuro dell’anima non sarebbe quella che è. Ecco perché il saggio di Riccardo De Benedetti, La chiesa di Sade (Medusa, pagg. 112, euro 12) è culturalmente importante. Con un’indagine accurata e complessa, non alla portata di tutti, ricostruisce il portato e le influenze degli scritti del marchese. Dal dialogo a distanza con Spinoza al moderno sado-maso.