La «nemica perfetta» degli statalistiil commento 2

di Alessandro Gnocchi
Ayn Rand (1905-1982) è sulla bocca di tutti da quando Paul Ryan, braccio destro del repubblicano Mitt Romney e possibile futuro vicepresidente degli Usa, l'ha indicata tra i suoi numi tutelari, scandalizzando una parte dei democratici Usa. Strenua sostenitrice del capitalismo, unico sistema politico che, premiando l'individualismo, offre all'uomo la possibilità di realizzarsi, la Rand, figlia di immigrati russi in fuga dal comunismo, è tuttora un personaggio in grado di dividere. I suoi romanzi-manifesto (La fonte meravigliosa e La rivolta di Atlante) sono editi con successo da Corbaccio. La saggistica e altre perle (come la distopia Antifona) sono invece pubblicate da Liberilibri di Macerata. Incluso La virtù dell'egoismo, che presentiamo in questa pagina al fine di consentire al lettore di farsi un'idea diretta della «pericolosità» della Rand. Cosa c'è infatti di più «pericoloso», per una società abbindolata da un malinteso altruismo, dell'egoismo, definito addirittura virtuoso fin dal titolo? Il pensiero della Rand, che lei chiamò «oggettivismo», parte da alcune premesse che troverete formulate in questa pagina: l'individuo è il centro di tutto; la propria autorealizzazione (ecco l'egoismo) è il fine morale più alto; il relativismo è una sconcezza filosofica: l'etica esiste, così come il bene e il male; il bene è ciò che favorisce e promuove la vita, cioè l'individuo; l'uomo realizzato produce beni e conoscenza che, tramite lo scambio, arricchiscono l'intera società; il mercato è il luogo dove avviene tale scambio; il capitalismo, nella sua forma più pura, è l'unica forma di organizzazione economica accettabile in quanto incoraggia la libertà dei singoli; il governo non deve interferire nell'economia ma limitarsi ad alcuni compiti, come l'esercizio della forza pubblica; la legge serve a limitare i poteri dello Stato, non a concedere i diritti individuali ai cittadini, che pre-esistono allo Stato stesso; uno Stato che prende decisioni in nome del bene comune è una dittatura; una nazione libera ha il diritto di abbattere una dittatura. Aggiungete che l'altruismo altro non è che rinuncia a livello personale; collettivismo e rapina (sotto forma di tasse) a livello pubblico, ed ecco il nemico perfetto degli statalisti: Ayn Rand.

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