Nutrire il pianeta anche di libertà

A Expo in sei mesi non si è mai parlato di libertà, "cibo" di cui oggi sono privi due miliardi e mezzo di persone. Se ne parlerà in un convegno in programma a Milano il 14 novembre

In sei mesi di Expo non c'è stato un solo giorno in cui si sia parlato di libertà. È vero, il tema era un altro ("Nutrire il pianeta, energie per la vita"), ma è indubbio che la privazione della libertà per due miliardi e mezzo di persone che subiscono repressioni e violenza, sono perseguitate per credo religioso, idee, modelli di vita, nazionalità e orientamento sessuale, sia una vera e propria emergenza. Nel mondo c'è grande fame di libertà e di rispetto dei diritti umani. Oltre che di cibo. Rispondere a questa legittima domanda è necessario, se vogliamo incidere concretamente sulla stessa fame di cibo e sull'esistenza di miliardi di persone. "Non di solo pane vive l'uomo", si legge nel Vangelo. Ma anche dal punto di vista squisitamente laico non si può negare che tra i cibi fondamentali dell'uomo c'è (anche) la libertà. Sono grato all'associazione Società Libera di aver accolto la mia proposta decidendo di organizzare un'iniziativa per colmare questa grave lacuna. Da qui nasce il convegno sul tema "Nutrire il pianeta anche di libertà", in programma a Milano il 14 novembre 2015.

"La complessa e drammatica situazione geopolitica - spiega Vincenzo Olita, direttore di Società Libera - le condizioni esistenziali ed economiche di vaste aree del mondo necessitano di analisi e riflessioni improntate ad un razionalismo critico, in grado di superare demagogiche impostazioni e superficiali considerazioni. Il riconoscimento dell'interdipendenza tra sviluppo e libertà, non ultima quella economica, crediamo aiuti a comprendere le ragioni del mancato sviluppo e dei problemi di nutrizione di larghe fette del mondo, in cui un reale e compiuto modello capitalista non ha avuto possibilità di penetrazione".

Il convegno "Nutrire il pianeta anche di libertà" si terrà a Milano sabato 14 novembre, a partire dalle ore 9.30, nell'auditorium della Banca Popolare di Milano (Via San Paolo 12).

Il programma della giornata

9,45 SALUTI

Piero Giarda - Presidente Banca Popolare di Milano
Orlando Sacchelli - Il Giornale

10,00 INTRODUCE

Vincenzo Olita - Direttore Società Libera

10,15 LIBERTÀ POLITICA

Giovanni Giorgini - Università di Bologna
Andrea Bitetto - Università di Trento

10,45 LIBERTÀ DI CRITICA

Tommaso Frosini - Università Suor Orsola Benincasa di Napoli
Pier Giuseppe Monateri - Università di Torino

11,15 LIBERTÀ DELLA RICERCA

Edoardo Boncinelli - Università S. Raffaele di Milano
Luca Guzzardi - Università di Milano

11,45 LIBERTÀ ECONOMICA

Pascal Salin - Università di Parigi
Guido Gentili - Editorialista “Il Sole 24Ore”
Marco Ponti - Politecnico di Milano
Marco Romano - Urbanista

13,00 Buffet di lavoro

14,00 LIBERTÀ DELLA COMUNICAZIONE

Luigi Caramiello - Università di Napoli
Arturo Diaconale - Componente CdA Rai
Marco Marchese - Direttivo Società Libera
Alfonso Ruffo - Direttore “Il Denaro”

15,00 LIBERTÀ CULTURALE E RELIGIOSA

Giulio Giorello - Università di Milano
Andrea Marcucci - Presidente Comm. Cultura Senato della Repubblica
Stefania Fuscagni - Università di Firenze

16,00 LIBERTÀ E DIRITTI UMANI

Ernesto Savona - Università Cattolica di Milano
Livia Pomodoro - già Presidente Tribunale di Milano
Lorenzo Strik Lievers - Università di Milano

Commenti

paolonardi

Sab, 07/11/2015 - 21:53

La liberta' non e' cosa per tutti. Occorre determinazione ed amore per ottenerla e custodirla. Virtu' ignote a chi ritiene piu' comoda rinunciare a pensare con la propria testa e portare il cervello all'ammasso.

Ritratto di Giano

Giano

Dom, 08/11/2015 - 18:56

Libertà è anche poter esprimere il proprio pensiero su un articolo senza essere censurati, come avviene qui troppo spesso. Cominciamo, quindi, a difendere la libertà qui ed ora, invece che pensare alla libertà in Papuasia.

Ritratto di Giano

Giano

Dom, 08/11/2015 - 19:16

(e due)Chiacchiere inutili per la solita passerella di intellettuali in esposizione permanente e itinerante (ma retribuiti, suppongo). Comincio ad averne le tasche piene (per non dire altro) di chi vuole esportare la libertà e la democrazia in angoli sperduti del pianeta, invece che pensare ai guai di casa nostra. Intanto stanno attuando una precisa strategia per il controllo totale dell'informazione, con divieti, emarginazione, accuse strumentali di razzismo e omofobia, chiusura di siti internet, intimidazioni sui social network, e direttive alla stampa per omologare il linguaggio al pensiero unico. E nessuno reagisce; ma si organizzano convegni per discutere della libertà in Burundi o fra i tagliatori di teste del Borneo. Ma mi faccia il piacere...

Ritratto di Giano

Giano

Dom, 08/11/2015 - 19:18

(e tre) Solo due mesi fa il Giornale ha organizzato "Controcorrente", sei giorni di dibattiti. Stiamo ancora aspettando di sapere cos'hanno concluso. Ne è scaturita una proposta concreta, un'idea, una iniziativa pratica e realizzabile? Se sì, fatecelo sapere, altrimenti sono solo chiacchiere. Più o meno lo stesso risultato di questa nuova passerella sulla libertà. Intanto a Bologna si tenta in ogni modo, anche con la violenza, di ostacolare una manifestazione del centro destra. E voi pensate alla libertà del Burundi. Pensate a salvaguardare la nostra, se vi riesce, finché siete in tempo.