Omaggio a Beethoven degli archi del Quartetto di Cremona

Al Conservatorio di Milano, il primo concerto del celebre gruppo muscale che lancia l'Integrale del grande compositore tedesco in sei dischi.

Si suona Beethoven, nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano. Protagonista dell'evento è il Quartetto di Cremona, che ha avuto un successo strepitoso in Cina e in Usa e questo mese lancia l'Integrale del grande compositore tedesco in sei dischi.
Presentato dalla Società del Quartetto di Milano, il celebre gruppo di archi esegue appunto il primo di questi sei concerti, per il lancio del disco cui seguiranno gli altri cinque in modo da presentare l'intero corpus dei 17 Quartetti. Ed è già stato premiato da un'entusiastica recensione dell'Herald Scotland.
L'Integrale proseguirà il 16 aprile e il 14 maggio sempre al Conservatorio meneghino e si concluderà con altri tre concerti nella prossima stagione 2014, in cui si festeggiano i 150 anni della Società del Quartetto di Milano.
A differenza delle Sonate, che hanno uno sviluppo più continuo nel tempo, i Quartetti formano un insieme di lavori concentrati in blocchi separati, che rendono più problematica la scelta dell'ordine di esecuzione. Il Cremona ha deciso di accorparli per offrire in ciascun concerto una maggiore varietà stilistica, accostando per esempio nella prima serata un lavoro significativo dei cosiddetti tre periodi di Beethoven.
«Giovani e pieni di energia, questi musicisti stanno portando una ventata di freschezza nel panorama italiano», spiega Francesca Traxler, grande mecenate innamorata della musica che ha organizzato dopo il concerto una festa nella Galleria d'arte Rubin, per salutare gli artisti e gli ospiti.
Le esecuzioni impeccabili e rigorose di Cristiano Gualco e Paolo Andreoli al violino, Simone Gramaglia alla viola e Giovanni Scaglione al violoncello sono state definite da The Strade «cucite alla perfezione come un abito di Armani».
La rivista di riferimento mondiale per la musica ha anche scelto quello presentato a Milano come disco del mese, mentre il penultimo del Quartetto di Cremona, «Italian Journey», sta conquistando il mercato radiofonico americano dove è stato presentato in tournée e trasmesso in 37 Stati.
Gli artisti sono appena tornati dalla Cina, dove sono stati molto apprezzati. Il 22 febbraio si sono esibiti a Roma, all'Auditorium Santa Cecilia e in primavera sono invitati in residence al The intimacy of Creatitvity di Hong Kong. A novembre, invece, faranno una lunga tournée in Danimarca, con 10 concerti. Nelle prossime stagioni sono previsti importanti appuntamenti tra i quali il debutto in Giappone.
Il Quartetto, nato nel 2000 all'Accademia di alto perfezionamento musicale "W. Stauffer", è anche testimonial del progetto "Friends of Stradivari" e ambasciatore nel mondo della grande liuteria cremonese.
Il Quartetto di Cremona, in residence presso la Società milanese dal 2010 e dal 2011 anche all'Accademia di Santa Cecilia, ha seguito un percorso di crescita artistica per esplorare la grande letteratura cameristica e ha collaborato con musicisti come Alessandro Carbonare e Andrea Lucchesini. Piero Farulli e Hatto Beyerle hanno segnato in modo indelebile l'approccio musicale, interpretativo ed estetico del gruppo durante gli anni di studio a Fiesole, Basilea e Hannover.