OPERE E MISFATTI Poeta, storico, romanziere. E antisemita militante

Il 19 gennaio 1945 a Parigi si celebra il processo contro Robert Brasillach, condannato a morte per collaborazionismo. La sentenza è eseguita il 6 febbraio del 1945. Il caso fece scalpore perché Brasillach era accusato di crimini intellettuali, aggravati, secondo la Corte, e anche secondo De Gaulle che gli rifiutò la grazia, dal talento dello scrittore. Caporedattore del settimanale filo-nazista «Je suis partout», nel quale diede espressione al proprio antisemitismo, fu autore di saggi critici («Présence de Virgile»), romanzi («Le Voleur d'étincelles»), storie del cinema («Histoire du cinéma», con Maurice Bardèche), poesie («Les poèmes de Fresnes»).