Orwell andò alla guerra contro l’Urss traditrice

A cent’anni dalla nascita, tornano i saggi politici. Lo scrittore conobbe le miserie del franchismo e il cinismo dello stalinismo. E condannò entrambi

Quest'anno ricorre il centenario della nascita di Eric Arthur Blair in arte George Orwell (25 giugno). Mentre in Gran Bretagna, come è comprensibile, hanno allestito un anno intero di celebrazioni, in Italia il mondo culturale per ora non sembra scoppiare di entusiasmo per la ricorrenza, nonostante la statura dell'autore de La fattoria degli animali e 1984. Sarà perché Orwell appare una vera mosca bianca: socialista, rivoluzionario, antiborghese. E fin qui tutto bene. Quello che non quadra, secondo la nostra intellighenzia, sono le altre qualità di Orwell, convinto nazionalista e spietato con l'Unione sovietica, che annoverava fra i regimi totalitari. Era dunque un tipo di intellettuale lontano mille miglia da quello nostrano, lieto di tessere le lodi del socialismo reale, al massimo incline a riconoscere che qualcosa a Mosca era andata storta, salvando però l'ideale.

Ben venga dunque la riproposizione dell'Orwell saggista, in sostanza misconosciuto in Italia, anche se le pubblicazioni non mancherebbero. Bompiani ristampa il prezioso Nel ventre della balena in una nuova edizione ampliata a cura di Silvio Perrella. Il quale ha aggiunto alle pagine sulla lettura, sulla scrittura, sul fascismo, su Gandhi, il fondamentale Sguardo retrospettivo sulla guerra di Spagna scritto da Orwell nel 1942. Non è un inedito assoluto (comparve nell'antologia Tra sdegno e passione, Rizzoli, 1977) ma è comunque un recupero importante. Il saggio in questione è infatti considerato il complemento ideale di Omaggio alla Catalogna, uno dei capolavori di Orwell. Come è noto, lo scrittore combattè la guerra civile spagnola nelle file del POUM, partito d'ispirazione trotzkista. In Catalogna conoscerà, oltre alle miserie del franchismo, quelle dello stalinismo. Omaggio alla Catalogna è di fatto un atto di accusa contro l'Urss, che in Spagna aveva tradito tutte le forze di sinistra infedeli alla linea sovietica, a partire dagli anarchici. Nello Sguardo, Orwell ribadisce le proprie posizioni. Come sempre però c'è in lui qualcosa di speciale, in cui si misura lo scarto dal militante all'artista, dal giornalista allo scrittore: la capacità di andare oltre l'ideologia, di cogliere l'uomo nella sua essenza con parole precise e senza retorica. Questa è la forza, anche letteraria, delle due storie mozzafiato che qui presentiamo, tratte proprio dallo Sguardo.