IL PAMPHLET DI TOM WOLFE L'epopea dei rivoluzionari da salotto

A ll'inizio fu Tom Wolfe. Nel 1970 scrisse «Radical chic. Il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto» (Castelvecchi). Un reportage strepitoso, in cui raccontava la festa organizzata da Leonard Bernstein al fine di raccogliere fondi per le Pantere Nere. Wolfe coglieva il desiderio dell'aristocrazia bianca: lasciarsi coinvolgere nelle rivendicazioni violente dei leader neri. Il libro passò alla storia, e l'espressione radical chic, «affettazione modaiola di punti di vista della sinistra radicale» (così traduce Daniela Ranieri in «AristoDem», Ponte alle Grazie), entrò nei vocabolari di tutto il mondo accanto alle espressioni «locali» spesso divertenti ma meno universali: «gauche caviar» (sinistra al caviale); «salonkommunist» (comunista da salotto); «champagne socialism» (socialismo champagne); «Limousine liberal» (sinistra in Limousine).