Pastore protestante e orso esilarante

Chi ha detto che gli scandinavi sono immancabilmente tristi, razionali e sull’orlo di una crisi di nervi mascherata da un aplomb artico? Se così fosse, Il migliore amico dell’orso (Iperborea, pagg. 305, euro 16, trad. Nicola Rainò) di Arto Paasilinna sembrerebbe il classico pesce fuor d’acqua. La vicenda ruota attorno alle bizzarrie di Oskari Huuskonen, pastore protestante dalla fede traballante e dalla fedeltà coniugale dubbiosa. Dopo essersi trovato, suo malgrado, a dover allevare un cucciolo d’orso rimasto senza madre, ne combina davvero una più di Bertoldo, con grande imbarazzo della diocesi. Una lettura nordica ma adattissima al classico ombrellone da spiaggia. Non a caso, Paasilinna è uno degli scrittori finlandesi più amati. Spassoso.