Pazzo per amore, il soldato gay racconta su Facebook la sua storia in caserma

La Mondadori lancia sul social network un concorso alla ricerca delle stranezze fatte seguendo il cuore. E tra cento ricordi di fanciulle sentimentali salta fuori quello di un soldato che mette in pubblico la sua love story con un ufficiale

Si potrebbe dire: ogni scusa è buona per fare outing, per mettere in pubblico passioni omosessuali che in un tempo non lontano sarebbero rimaste gelosamente custodite nell’orto dei segreti. Invece accade che una grande casa editrice lanci una specie di concorso su Facebook per propagandare un libro che parla - ovviamente - d’amore. «Qual è la cosa più pazza che avete fatto per amore?», chiede la Mondadori ai suoi lettori, promettendo ai protagonisti delle dieci storie migliori altrettante copie di «L’amore è un patatrac», romanzo di Gilles Legardinier.

I commenti piovuti sul social network sono, a voler essere severi, di una certa banalità: ragazze che ha fatto centinaia di chilometri in auto per incontrare il loro principe azzurro, altre che hanno lasciato il paesello natio. Alcune aprono squarci di luce su vicende che si intuiscono disdicevoli. E così brilla di luce propria uno dei racconti più lunghi, firmato con nome e cognome da un giovanotto. Si tratta di un ex volontario dell’esercito che racconta la sua storia d’amore. Nulla di particolarmente emozionante o singolare, se non fosse per il luogo dove si svolge: la caserma dell’esercito. E per il destinatario della passione: uno degli ufficiali comandanti. E così la storiellina da concorso si trasforma in uno dei primi racconti dall’interno di un fenomeno, quello del sesso tra commilitoni, che risale ai tempi di Achille e Patroclo, e forse ancora prima, ma che (almeno in Italia) è sempre stato circondato da un’aura di discrezione.

Racconta il giovane ex soldato: «Quando mi arruolai nei bersaglieri nel lontano 2004, di tutto mi sarei aspettato tranne che innamorarmi di qualcuno. Io poi, ragazzo sfigato e timido ancora vergine, figuriamoci! E invece è successo. Inizialmente quando vidi il tenente T. (d'ora in poi lo chiamerò così) non provai quasi nulla, anche perché ero talmente preso dal fare le esercitazioni nel modo giusto per non essere punito che non avevo proprio tempo per innamorarmi di qualcuno, figuriamoci in una situazione del genere! Inoltre (almeno all'epoca, ora non so se sono cambiate le cose) se si veniva beccati in atteggiamenti intimi con un altro uomo si veniva puniti dai 6 mesi ai 3 anni nel carcere militare. Fatto sta che nell'esercitazione di sparo con la Minimi quel giorno c'era il tenente T. ed era lui che supervisionava i ragazzi. Non so cosa successe di preciso, ma quando venne alla mia postazione mi accorsi della sua bellezza e lo fissai per alcuni secondi, forse troppi.

Lui non disse nulla, anzi fece una sorta di sorriso. Pensai fosse solo un sorriso di circostanza. Invece le settimane passavano e lui si faceva sempre più presente. Veniva a parlare con me, mi chiedeva se mi serviva qualcosa, se avevo domande o dubbi sulla vita militare. Inoltre mi aveva chiesto di chiamarlo per nome e non più tenente. Come se fossimo amici di vecchia data. Un paio di mesi dopo questo tira e molla a volte indecifrabile, ci trovammo sotto le docce dopo aver fatto un'oretta di attività fisica. Le porte nelle docce non esistono, ed io ero nudo. E lui pure. E si trovava proprio di fronte alla mia porta. Quegli sguardi fugaci furono l'inizio della nostra relazione. Ci vedevamo di nascosto, ad orari improbabili quando tutti gli altri dormivano o erano affaccendati in altre cose. E consumavamo il nostro amore e la nostra passione come se la nostra esistenza avesse un timer con una scadenza. E in effetti era così.

I nostri nove mesi insieme furono bellissimi, pazzi, felici, anche se non erano alla luce del sole. Rischiavo io, ma rischiava soprattutto lui in quanto era tenente ed era veramente un pezzo grosso della caserma. La nostra storia finì nel settembre del 2005. Lui fu trasferito in un'altra caserma, in campania, ed io feci gli altri quattro mesi che mi restavano nella caserma di Bari e poi fui congedato perché i miei 18 mesi nell'esercito erano terminati. Da quello che ho saputo, ora è diventato ancora più importante, porta il grado di colonnello e lavora in una caserma della capitale. Non so come procede la sua vita sentimentale, se io sono stato solo un suo capriccio o era davvero innamorato, fatto sta che io ero innamorato di lui e non rimpiango affatto quei mesi passati insieme, seppur fugaci e solitari. Direi che la mia prima relazione è stata una pazzia sotto tutti i punti di vista, ma se dovessi citare l'episodio più pazzo durante questa relazione, è stato quando nel febbraio del 2005 (in pieno inverno quindi) mi svegliai di soprassalto di notte (erano le tre e mezza) uscii in pigiama e, col rischio di essere beccato da qualche sentinella (alcune anche armate), andai nella struttura dove dormiva il "mio" tenente per stare con lui. E il suo sorriso all'uscio della porta, se pur assonnato, è valso più di mille parole. E rifarei tutto quanto».