Il «pazzo» Massimiliano Parente contro tutto e contro tuttiCulturame/2

Massimiliano Parente è un tipo «un po' così». Contro tutto (o quasi), anche se mai a prescindere. Proprio come Max Fontana, protagonista del suo ultimo romanzo Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler (Mondadori) . Considerato un genio o un pazzo furioso, in primis da se stesso, nell'intervista rilasciata alla rivista online Write and Roll Society, dà prova di entrambi. Come Fontana nel libro, del resto. Un'artista che diventa famoso proprio per le sue opere che fanno gridare allo scandalo. «È un artista che non retrocede, non salva nessuno, non accetta compromessi». E in pieno stile Fontana c'è moi, Parente non si censura. Un tiro al bersaglio, più che uno sparatutto, lui che gioca alla Play Station tutte le mattine, dopo aver scritto. Ce n'è per Antonio Scurati e Francesco Piccolo, «ruffiani che scrivono libri qualsiasi» per la schiera di «...e scrittore», che parte da Beppe Severgnini e arriva a Lilli Gruber, per Pasolini e Carmelo Bene, «santini rispettivamente di sinistra di destra», per la Chiesa e la procreazione. Alla fine per il libro, palesemente antisemita, nessuno però si è indignato. «Si è capita la vena satirico comica - ha detto - E poi, forse, i rabbini non leggono libri».

Commenti

rolf.carlon

Ven, 16/05/2014 - 08:15

Ma che senso ha scrivere un articolo del genere? Il povero Parente merita pubblicità migliore visto che è un super raccomandato!

Ritratto di Giano

Giano

Ven, 16/05/2014 - 20:29

Certo che leggere "Un'artista..." con l'apostrofo in un articolo che parla di uno scrittore, nella sezione "Cultura", lascia qualche dubbio sull'accuratezza con cui si scrivono i pezzi. Almeno rileggete quello che scrivete e, nel caso, correggete gli errori. E' chiedere troppo?