Pechino, contro lo smartphone a teatro "sparano" con i raggi laser

L'intuizione contro la maleducazione di qualcuno. Ma non tutti sono d'accordo sul sistema

Il problema che chi gestisce il Centro nazionale per le arti dello spettacolo di Pechino si proponeva di risolvere era quello di una certa noncuranza degli spettatori, che spesso e volentieri utilizzavano gli smartphone a teatro, in barba ai divieti.

La soluzione è trovata è di certo delle più originali, se è vero che le maschere presenti in sala hanno iniziato a utilizzare dei raggi laser per "sparare" a chi venisse colto in fallo, come una sorta di avvertimento su ciò che stavano facendo.

Un'intuizione di cui scrive il New York Times, intervistando la soprano Giuseppina Piunti, che si trovava in scena durante la rappresentazione della Carmen in cui è stato testato il nuovo sistema di dissuasione e che si dice entusiasta di un sistema "intelligente, veloce ed efficace".

Una possibile soluzione alla maleducazione di qualcuno, ma anche un tema che fa molto discutere. Perchè se c'è chi, come la Piunti, è convinta della bontà dell'intuizione, c'è anche però chi, come il pianista Lang Langa, un po' di fastidio per cui laser lo prova. "Sembrava di stare a un concerto rock", ha commentato a gennaio.