IL PERSONAGGIO

Maurice Sachs, pseudonimo di Maurice Ettinghausen (Parigi, 1906 - Germania, 1945), fu scrittore anomalo e «maledetto». Protagonista tra i più dissoluti di quella Parigi che nel primo dopoguerra era il centro del mondo culturale, Sachs frequentò gli scrittori alla moda, come Cocteau e Gide, accumulò debiti, rubò ai suoi amici, si prostituì al fior fiore dell’intellighenzia gay dell’epoca, si fece battezzare (lui, di famiglia ebrea), entrò in seminario, ne uscì dopo sei mesi con un’accusa di corruzione di minore. Trasferitosi negli Usa, sposò la figlia di un pastore protestante, che abbandonò subito per un giovane americano, con il quale tornò a Parigi. Durante la seconda guerra mondiale divenne spia e collaboratore della Gestapo, campando d’intrallazzi e truffe. Alla fine i nazisti, stanchi delle sue imprudenze e dei suoi rapporti falsi, lo imprigionato nel carcere di Fuhlsbüttel. Quando la prigione fu evacuata su Kiel, il 14 aprile 1945 lo abbatterono con una pallottola alla nuca perché, sfinito, non poteva continuare la marcia.