Perversi & perbenisti. "Contronatura sarà lei"

L'universo erotico è diventato marxista: a ciascuno secondo il suo bisogno. Esiste un mercato per ogni gusto. Ma si finisce per rendere borghesi tutte le trasgressioni

Vi siete mai chiesti perché riuscite a immaginare alcune persone fare sesso e altre no? Io sì, spesso. Tipo Rosy Bindi non si riesce proprio a immaginarsela, ma io ho difficoltà anche con Beppe Severgnini. Viceversa mi viene difficile vedere il mio amore Maria Elena Boschi lì, rinchiusa al Consiglio dei Ministri, e non vicino a me. Questo succede perché, come spiega lo psicologo Jesse Bering nel suo saggio sulle perversioni, intitolato Perv e edito da Utet, tendiamo a pensare sessualmente solo le persone che stuzzicano la nostra libido. Se ne deduce che Santoro, Travaglio e la Boccassini desideravano solo una notte d'amore con Silvio, e nel caso potevano dirlo subito e magari una soluzione meno rumorosa si trovava.

Questione che apre un'altra inevitabile conseguenza: tendiamo a considerare un pervertito chiunque abbia gusti sessuali non corrispondenti ai nostri. L'interessante saggio di Bering tocca punti caldissimi, scomponendo e vaporizzando il concetto stesso di perversione. Che originariamente, pensate, indicava gli atei (da cui il suo opposto concettuale: la con-versione), poi gli zoofili, in tempi recenti gli omosessuali. Oscar Wilde fu processato e condannato in quanto pervertito sodomita, oggi ci sembra assurdo, ma in epoca vittoriana era normale.

D'altra parte per accorgersi di quanto siamo pervertiti in quanto specie animale basta dare uno sguardo a internet: la suddivisione dei generi sessuali non conosce limiti. Il porno generalista è stato annientato dal porno individualista, e realizzando un principio quasi marxista: a ciascuno secondo il suo bisogno. Non solo fucking : pissing , trampling , crushing , spanking , e chi più ne ha più ne metta (in rete). La tua ossessione sono le gigantesse che schiacciano piccoli omini e città in miniatura sotto tacchi a spillo? Oppure sei un sadico, un masochista, un formicofilo, ossia ti piace cospargere il corpo del partner di insetti, lumache, rane? Cerca su Google e avrai ciò che cerchi, o quasi. A me per esempio piacerebbe trovare dei porno con femministe, per vedere cosa ci fanno con i simboli fallici, ma non ci ha ancora pensato nessuno, sono troppo perverso.

In realtà le stesse categorie di eterosessualità e omosessualità scompaiono di fronte alle sottocategorie dell'erotismo umano. Già i feticisti dei piedi, uno dei talloni e uno degli alluci, uno delle unghie smaltate di rosso e un altro feticista delle piante, a un cena non avrebbero niente da dirsi. E io non ho mai capito perché uno che ama i piedi è un feticista dei piedi e uno che ama le natiche o il seno non è un feticista delle natiche o del seno. Comunque sia, quanto a perversioni, resta insuperato il marchese De Sade.

Tuttavia Jesse Bering, che non è uno psicologo freudiano né junghiano ma uno psicologo evolutivo, quindi intelligente e attendibile, affonda il bisturi professionale sul rapporto tra cultura e natura, tra i più fraintesi in assoluto. Prendiamo l'omosessualità. Ci sono due fazioni contrapposte, entrambe viziate da un ragionamento errato: i religiosi sostengono che l'omosessualità sia contro natura (come se poi «la fede» fosse secondo natura), i liberali (assenti in Italia) che sia perfettamente naturale. In filosofia si chiama «fallacia naturalistica», e si basa sul prendere la natura a favore o contro un comportamento. Non solo nel sesso: i cibi sono buoni se naturali, i farmaci non fanno male se naturali. In natura, allora, sono perfettamente normali l'incesto, lo stupro, la soppressione dei figli e le lotte all'ultimo sangue.

Se, per dire, trovassi la mia ossessione erotica Maria Elena Boschi per strada e anziché darle la mano le sollevassi la gonna e mi piegassi a annusarle i genitali, sarebbe un atteggiamento perfettamente naturale: senza scomodare scimpanzé e bonobo, lo può fare qualsiasi barboncino, perfino Dudù, e io no? Il pregiudizio logico, perfino dei liberali moderni e scientifici, è che gli omosessuali non abbiano scelto di essere ciò che sono, quindi devono avere gli stessi diritti degli eterosessuali. E se invece l'avessero scelto, devono essere puniti? Che problema c'è? Insomma, il criterio illuminato per qualsiasi comportamento sessuale umano dovrebbe essere un altro: nuoce a qualcuno? No? E allora fallo. In ogni senso.

Commenti

gio 42

Ven, 24/10/2014 - 21:47

"Insomma, il criterio illuminato per qualsiasi comportamento umano dovrebbe essere un altro: nuoce a qualcuno? No? E allora fallo. In ogni senso". Egregio signore, lei chiude il suo articolo con questa frase (alla quale ho tolto sessuale, per non ridurre il discorso solo al sesso). Mi permetto di dire che sono pochi oggigiorno i comportamenti dell'uomo e i mezzi tecnologici che l'uomo a ideato, che non danneggiano nessuno. Anzi direi quasi che non ne esistano. Quindi la sua conclusione potrebbe essere valida se l'uomo vivesse in un mondo di soli adulti. Ma purtroppo per noi (!!!!!) ci sono anche i bambini, sui quali ci sono mille leggi a protezione, e che tutti dicono a parole di proteggere, ma poi nella realtà tutti ignorano. I bambini che saranno il mondo di domani, nei quali già si vede l'imbarbarimento, causato dal nostro pensare e parlare, del nostro comportamento irrazionale e ipcrito, del nostro vivere disordinato, e per certi versi innaturale. Se l'immagina lei questi bimbi con quello che vedono e sentono fra trent'anni? Già ora a 5/6 anni parlano con un frasario e sanno particolari della vita, che avrebbero fatto rabbrividire un uomo 50/60 anni fa. Questo lei lo chiama non danneggiare gli altri? questo lei lo chiama pregresso? emancipazione sociale? Io la chiamerei piuttosto nuova barbarie della società. Comunque noi, almeno io, non ci sarò più ma certamente non sarà un bel mondo per viverci. Saluti

Mario Mauro

Sab, 25/10/2014 - 01:11

Caro professore, mi perdoni se oso dissentire da alcune sue considerazioni, certamente non quelle che trattano della Boschi. Quanto alla questione se l'omosessualità sia o no contro natura, ricordamoci solo che fino a non molti anni fa era considerata decisamente contro natura anche negli ambienti scientifici, che oggi noi irridiamo per il loro conformismo codino. E' però comprensibile il vago sospetto che l'attuale considerarla incontestabilmente naturale, nonostante la mancanza di un gene, possa derivare dal conformismo politicamente corretto cui pochi osano reagire. Lei sostiene che l'omosessualtà non nuoce, e non si può negare che come pratica personale privata non possa nuocere agli altri, ma l'omosessualità eretta a simbolo di libertà, a conquista sociale, spesso a modello da ammirare e da coccolare, a discapito della famiglia normale, che si preferisce definire tradizionale con una punta di condiscenza per il suo essere obsoleta rispetto ai nuovi concetti di normalità, nuoce, eccome, per l'equilibrio e quindi il benessere della società. Che, ma questo sarebbe un altro discorso da fare, può ricevere seri danni dal progresso a tutti i costi. Non posso poi non contestare la Sua opinione sui liberali, che non sono tali, per Lei, se si limitano solo a non giudicare l'omosessualità privata ma contestano quella pubblica, pervasiva, martellante, vessatoria verso le opinioni diverse. Comunque, a contestare le mie, di opinioni, proprio ieri è intervenuto il duo Berlusconi-Pascale riconoscendo l'omosessualità come valore. cordialmente