Piedimonte insegna la grammatica del delitto

Ci sono piccole comunità di provincia che scoprono le loro vere attitudini solo quando sono travolte da eventi criminali. Ne sanno qualcosa gli abitanti della Vigata creata da Andrea Camilleri. Fra questi luoghi non sfigura l'immaginaria Fancuno che lo scrittore napoletano Stefano Piedimonte pone al centro del suo L'assassino non sa scrivere (Guanda, pagg. 248, euro 17). Un romanzo che ha la forma della favola noir e che dimostra come si possano scrivere storie nerissime facendo sorridere i lettori. Piedimonte è andato a scuola da autori bizzarri come Daniel Pennac e Tonino Benacquista (maestri nel mescolare lo humour ai delitti) e lo si capisce fin dalle prime pagine in cui ci viene presentato Fancuno come un paese situato fra i comuni di Castelcapro, Sicignavia e Valle del Seme a pochi chilometri da Frattaglie. In questo piccolo e buffo eden c'è una zona proibita, il Bosco dei Tre Faggi, evitato da tutti perché considerato il luogo dove ogni disgrazia può accadere. Un solo personaggio ha da sempre vagato per quella foresta, Gianni Stopponi detto Naso che lo frequenta alla perenne ricerca di oggetti da studiare. Un «archeologo delle cose» che cerca ossessivamente di spiegare l'origine e la storia di ogni oggetto che trova.

Naso si ritroverà fra le mani la testa di un uomo fatto a pezzi. Da quel momento il tranquillo paese di Fancuno farà i conti con le efferate gesta di un assassino che uccide in maniera bizzarra usando tele d'autore di Schifano ma anche semplici bastoni da passeggio. I fancunesi hanno paura di ciò che potrebbe succedere loro ma soprattutto sono scioccati dal fatto che l'assassino abbia la pessima abitudine di firmare in maniera sgrammaticata i propri delitti. Come fa ad essere credibile uno che si firma «sirial killer»? Le sue gesta efferate non possono che creare un immediato imbarazzo mediatico. L'irriverente Stefano Piedimonte mette alla berlina sia gli stilemi della letteratura di genere sia le inchieste di cronaca nera, scegliendo non solo un assassino improbabile chiamato Il Bastardo (che cura le sue patologie attraverso gli omicidi e giocando a Subbuteo con le noccioline) ma anche investigatori strampalati come il carabiniere soprannominato Il Dottore e un anonimo giornalista il cui padre faceva il ciabattino snidando il cuoio e arrivando persino a mangiarlo. Piedimonte ha ammesso di essere stato bocciato più volte a scuola, ma leggendo il suo libro si scopre che c'è una materia in cui si è meritato il massimo dei voti: la grammatica del delitto.