Piero della Francesca e Chiara Dynys dialogano con «San Nicola»

Quando, negli anni '70 dell'Ottocento, un mercante d'arte propone a Gian Giacomo Poldi Pezzoli l'imponente San Nicola da Tolentino, il collezionista milanese non esita ad acquistare l'opera per la sua casa-museo. Gli anni passano: Gian Giacomo muore, la sua dimora si trasforma nel Museo Poldi Pezzoli, tra i più significativi in Italia dedicati al collezionismo, e Roberto Longhi scopre che il possente santo in saio nero con astro dorato e mano che indica il cielo è di Piero della Francesca. Appartiene infatti a un polittico realizzato a metà del Quattrocento e poi smembrato: una parte è alla National Gallery, una a Lisbona, una alla Frick Collection di New York (dove, per saziare la passione degli americani per l'arte italiana, è attualmente in corso una monografica sul maestro di San Sepolcro).
Il San Nicola del Poldi Pezzoli è ora protagonista di un'inedita rilettura contemporanea firmata da Chiara Dynys («Simboli e geometria in Piero della Francesca», fino al 24 giugno, a cura di Fiorella Minervino, catalogo Allemandi). «Abbiamo deciso di valorizzare i nostri capolavori mettendoli in relazione con l'arte contemporanea, per suggerire nuovi percorsi di lettura», spiega Annalisa Zanni, direttore del museo. L'arte di Piero, con quei volumi essenziali e la pennellata folgorante, non poteva che catturare un'artista colta e da sempre sensibile al tema della luce: così la tempera rinascimentale dialoga con il San Nicola di Chiara Dynys, una scultura essenziale, fatta di vetro e specchi. Incise sulla superficie baluginante dell'opera, quelle tre geometrie (l'aureola del santo, l'astro circolare, il gesto perentorio e verticale della mano) che Chiara Dynys ha sottratto a Piero della Francesca e fatto proprie. Attorno ai due San Nicola, un pantheon circolare formato da otto teche di vetro e specchi che riflette, con alchemici giochi di luce, ora i dettagli del dipinto ora il volto del visitatore. Look at you è il titolo dell'installazione che l'artista mantovana, tra le firme italiane più quotate, ha realizzato con l'aiuto di artigiani siriani sfollati in Egitto con i quali collabora assiduamente.
«Matematico e pittore» si presentava Piero della Francesca: Chiara Dynys ha creato un polittico contemporaneo dove le geometrie del maestro di San Sepolcro abbandonano il loro ieratico rigore per perdersi e moltiplicarsi nei riflessi di chi guarda.