Pintér, la matita che dava volto ai libri

Omaggio a Milano. Dai romanzi di Agatha Christie e Piero Chiara fino a Poe e Shakespeare

Il valore letterario di un libro, lo fa l'autore. Ma la fortuna, beh a quella dà una mano pesante la copertina. E Ferenc Pintér (1931–2008), mastro faber dell'editoria italiana, illustratore e alchimista di infinite e immaginifiche copertine per Mondadori (dove lavorò 32 anni), col suo tratto e la sua fantasia favorì, e molto, il successo di alcuni titoli e parecchi scrittori. A Georges Simenon regalò una serie di Maigret che tracciò un segno nel mondo del giallo, tanto da restare nell'immaginario popolare al pari di quello di Gino Cervi. E Agatha Christie dev'essergli grata in eterno per come l'ha presentata ai suoi lettori italiani.

A partire dal 1960, dalle primissime copertine della collana «Segretissimo» a centinaia di «Oscar», dalle illustrazioni dei racconti per ragazzi di Piero Chiara ai risguardi di copertina per gli «Omnibus Gialli», dai poster pubblicitari al ciclo dei Tarocchi negli anni Novanta, Pintér è stato un artista surreale e raffinato dentro un immenso atelier pop: gialli, narrativa di genere, fumetti, Coca Cola... Il talento di tenere «alto» il «basso».

Un esempio, anzi molti esempi, dell'arte del disegnatore italo-ungherese - nato ad Alassio, padre di Budapest, madre di Firenze - lo offre la mostra Ferenc Pintér. Il giallo e il nero che apre allo Spazio Tadini di Milano (dal 14 dicembre al 10 gennaio) a cura di Michele Ulisse Lipparini con la collaborazione di Pietro Alligo, il maggiore collezionista al mondo di Pintér. L'esposizione propone sia tavole di Diabolik (offerte per l'occasione da una importante collezione privata, tra cui un celebre primo piano in cui si fondono i volti di Diabolik ed Eva Kant), sia bozzetti per Maigret e disegni più cupi per classici come Poe e Shakespeare, fino ai manifesti di impegno politico realizzati negli anni Ottanta a sostegno di campagne a favore del disarmo e dei diritti umani. Per il resto, c'è anche chi compra i vecchi Oscar ai mercatini, taglia le copertine di Pintér e le incornicia. Escono splendidi collages.