Piperno e Carofiglio per il rush finale Ma occhio a Trevi...

Siamo al rush finale del premio Strega e come al solito le «cordate» stanno serrando le fila. Secondo gli ultimi rumors i giochi sarebbero ancora aperti e chi sino al 13 giugno sembrava avere la vittoria in tasca, ovvero Alessandro Piperno, non avrebbe vita facile, anzi. Rizzoli sta giocando tutti i suoi assi nella consueta partita contro Mondadori e il «campione» del gruppo Gems, cioè Emanuele Trevi, ha già dato prova di poter sparigliare le carte.
Ma partiamo dal dato consolidato nelle votazioni per la cinquina. Trevi, con 92 voti, guida la corsa con Qualcosa di scritto (Ponte alle Grazie); Gianrico Carofiglio, autore de Il silenzio dell’onda (Rizzoli) ha ottenuto 70 consensi; Alessandro Piperno con Inseparabili (Mondadori), è al terzo posto con 68, Marcello Fois con Nel tempo di mezzo (Einaudi) ha avuto 64 voti. A chiudere il quintetto, scelto come di consueto tra una rosa di 12, nel consueto rendez-vous degli Amici della Domenica a casa Bellonci lo scorso 13 giugno, è Lorenza Ghinelli, unica donna in finale con La colpa (Newton Compton) ma per certi versi davvero fuori dai giochi. Il suo libro ha conquistato 38 consensi e difficilmente andrà più in là. Mentre il confronto tra i gruppi editoriali più consolidati, Mondadori e Rizzoli (ai quali quest’anno si aggiunge Gems cui fa capo Ponte alle Grazie\], si annuncia molto più incerto. Un conto è la votazione della cinquina, un altro quella della serata finale al Ninfeo di Villa Giulia. Però Trevi fa paura (ha gia incassato l’appoggio di sponsor come Ernesto Ferrero), e il mondadoriano Piperno deve fare i conti con un outsider che gode di vasto consenso. Di mezzo ci sono anche i voti di quei 30 lettori forti che dall’ultima rivoluzione del premio (voluta dal presidente Tullio De Mauro) sono andati ad aggiungersi ai 30 già stabiliti dal regolamento. Voti difficilmente controllabili perché «figli» delle librerie indipendenti.
Ecco allora che il duello che la casa di Segrate ingaggia, edizione dopo edizione, con Rizzoli finisce questa volta per essere caratterizzato dalla presenza di un terzo incomodo. Anche perché ci sono in ballo anche fattori che esulano dai conti con il pallottoliere. Ad esempio Anna Maria Rimoaldi, lo sanno tutti, non amava Piperno e qualcuno dei fedelissimi rimasti potrebbe ricordarsene... Ed Einaudi non è detto che voglia rinunciare a Fois e convergere verso la “casa madre”. Così qualcuno ventila che se Piperno arranca, Carofiglio non convince perché un po’ troppo commerciale... Però l’esperienza insegna che un conto è scherzare con la cinquina, un altro sono le 30-40mila copie vendute in più che sono la vera ricompensa della vittoria finale.