Quando i conservatori esagerano

Embedded, ma dalla parte sbagliata, senza guardie del corpo né accrediti. Con l’abaya, il velo nero, come sola protezione. Unica occidentale nella zona rossa di Baghdad, quella delle retate notturne, dei mercati, degli Internet-café e dei tè consumati sul pavimento, così vicina eppure così lontana dalla zona verde dell’esercito americano: come una donna qualunque alle prese con la quotidianità di un Paese in bilico, la reporter francese Anne Nivat ha vissuto per due mesi ospite di una famiglia irachena. Perché? Alle telecamere mordi e fuggi preferisce la lentezza di un taccuino nascosto sotto la veste. E firma così un indimenticabile Baghdad zona rossa (Ponte alle Grazie, pagg. 204, 16 euro, trad. G. Lupieri).