Quegli italiani in Crimea vittime di Stalin

L a comunità italiana residente in Crimea (Ucraina) chiede l’appoggio del Governo Monti per l’ottenimento dello status di minoranza etnica deportata. Si tratta di circa 350 persone discendenti da quegli emigrati pugliesi che tra il 1830 e il 1870 lasciarono l’Adriatico per raggiungere il villaggio di Kerch, località tra il Mar d’Azov e il Mar Nero. Oggi a Gorizia, nell’ambito del festival internazionale èStoria, sarà per la prima volta in Italia Giulia Giacchetti Boiko, presidente dell’associazione «Cerkio», nata per tutelare i diritti degli italiani di Crimea. Nel 1942, l’avanzata dell’esercito tedesco spinse le truppe staliniste a deportare in Kazakistan e Uzbekistan gli italiani, accusati di collaborazionismo: molti di loro, terminata la guerra, sono rientrati in Crimea, dopo aver perso praticamente tutto. L’incontro sarà l’occasione per ascoltare le rivendicazioni dei discendenti degli italiani di Crimea, che al governo locale e Ucraino richiedono lo status ufficiale di «deportati» già concesso ad altre minoranze etniche del Paese, e al nostro governo il riconoscimento dell’etnia italiana.
L’incontro è uno degli appuntamenti che aprono la VIII edizione di èStoria, il festival goriziano dedicato alla storia. Oltre centocinquanta ospiti per settanta eventi, in cartellone fino a domenica 20 maggio. èStoria 2012 inaugura oggi con l’incontro «Di spirito profetico dotati», protagonisti Chiara Frugoni, Gianluca Potestà, Roberto Rusconi e Andrea Tabarroni. Fra gli eventi di spicco, nella stessa giornata: «Marx, profeta o utopista?» se lo chiederanno Luciano Canfora, Paolo Mieli, Marcello Veneziani e Andrea Graziosi. Tra i protagonisti degli eventi, che proseguiranno fino a domenica, anche Margherita Hack, Sylvie Coyaud, Silvia Ronchey, Franco Cardini, Farian Sabahi, Furio Colombo, Edoardo Boncinelli, Vito Mancuso, Tullio Avoledo, Alberto Garlini, Pietro Spirito. Info: www.estoria.it