Quei «Portieri d'Italia» a guardia della nostra Nazione

Un libro, firmato da 4 giornalisti, ripercorre l'epopea di "estremi difensori" più o meno celebri. Da Zoff a Ginulfi (che parò un rigore a Pelè)

Indicativa la recensione di un lettore: «Bello e letto d'un fiato! Un libro imperdibile per gli appassionati della storia del calcio. Bello soprattutto quando va a raccontare aneddoti sui portieri meno conosciuti ma dalla storia non meno appassionante». Se vi trovate a vostro agio tra due pali e una traversa, insomma se amate la porta (di calcio, non di casa), ma soprattutto se amate i loro inquilini - i portieri - il libro firmato dal quartetto giornalistico formato da Massimiliano Castellani, Davide Grassi, Mauro Raimondi e Alberto Figliola è quello che fa per voi. Si intitola «Portieri d'Italia» (A.Car edizioni) ed è impreziosito anche dalle tavole a colori dell'artista Giovanni Cerri dedicate ovviamente ad alcuni celebri «estremi difensori». Personalmente quello che preferisco è il ritratto di Luciano Castellini, il mitico «giaguaro». Spiegano gli autori di «Portieri d'Italia»: «Pazzi, introversi, carismatici: sarà forse per la "diversità" del loro ruolo, ma nella storia del calcio i portieri si sono spesso contraddistinti per personalità singolari e fuori dal comune. E proprio a loro è dedicato questo libro che nella prima parte racconta le storie dei quattro portieri campioni del mondo (Combi, Olivieri, Zoff e Buffon) e di sconosciuti come Bob Strulli, di fuoriclasse come De Prà, Sentimenti IV e Albertosi, ma anche dei tanti numeri dodici che, a modo loro, hanno contribuito ad alimentare la leggenda di un ruolo dal fascino particolare». Buona lettura e attenti alle «uscite a vuoto». E ricordatevi sempre di Ginulfi, che parò un rigore a Pelè!