Quel santone inquietante che ammaliò i Beatles

Ignoriamo se Madonna si stia ancora dedicando allo studio della Kabala. Certo la notizia di questo suo impegno ci stupì un poco, non era così naturale accostare la bionda popstar con i profondissimi saggi di Gershom Scholem. Ma, a ben vedere, nel mondo della musica rock non sono mai mancate le passioni per discipline e personaggi dell'occulto. I Beatles, a esempio, si innamorarono dello yogi indiano Maharishi.
Si è scritto parecchio sull'esperienza dei Beatles con il mistico indiano, ma abbiamo finalmente una testimonianza molto fedele di quei giorni in Nessun uomo è un Maestro di Joyce Collin-Smith (Spazio Interiore, pagg. 286, euro 19, traduzione di Mariavittoria Spina, introduzione di Colin Wilson). L'autrice, defunta 90enne nel 2010, era un'astrologa di fama e una scrittrice di romanzi fantastici. Cercava un maestro d'esoterismo. Rimase delusa da tutti e arrivò alla stessa conclusione del saggio Pitagora: «Non chiamate nessun uomo Maestro. Il Maestro è in voi stessi». Prima di capirlo, però, dedicò tempo ed energie al Maharishi appena arrivato a Londra con la missione di convertire gli occidentali alle virtù della meditazione. Lo scopo pareva buono, addirittura favorire la pace nel mondo. E così ci cascarono anche i Beatles. Ma poi si scoprì che la missione se l'era data da solo, non l'aveva ricevuta da sconosciuti maestri asiatici.
Ben presto gli iniziati dal guru cominciarono ad avere serie difficoltà a vivere una normale vita da cittadino di una metropoli europea. Non mancarono anzi «esperienze allarmanti, non dissimili dalla trance catalettica». La notizia più sconvolgente del rapporto fra Beatles e Maharishi è però un'altra: il manager dei fab four, Brian Epstein, era infastidito dalla passione esotica dei suoi protetti, e voleva impedire il loro viaggio in India in compagnia del mistico. Ebbene, Epstein si suicidò senza motivo nell'agosto '67. Quando i Beatles, sconvolti, lo dissero al guru, lui rispose, senza batter ciglio: «Ora potete venire con me in India». Insomma, fra le righe, la Collin-Smith ci lascia col dubbio che il santone abbia influenzato la psiche di Epstein, portandolo al suicidio, e poter così servirsi del gruppo pop più famoso al mondo per i suoi scopi. Comunque, il rapporto fra Beatles e Maharishi durò poco. Avevano capito anche loro che nessun uomo è un Maestro.