Quell'accusa di pedofilia caduta dopo 16 anni

Lorena Morselli racconta al Giornale le lunghissime sofferenze patite e la gioia per l'assoluzione arrivata mercoledì scorso

La sentenza della cassazione l'ha raggiunta in treno. "Mi ha chiamato l'avvocato Cristina Tassi e ha detto che mi avevano assolto. Ho cominciato a gridare, ero nello scompartimento con sei persone, mi avranno preso per pazza". Lorena Morselli si dice ancora sotto scioc. Sedici anni di accuse terribili, l'ombra della pedofilia dentro una stimata famiglia della Bassa Modenese, l'allontanamento dei figli, ora in Cassazione l'assoluzione definitiva. "Il mio primo pensiero - riprende lei - va ai miei quattro figli. Non li vedo da sedici anni, pensare a loro è un tormento, una sofferenza. Nei colloqui con gli assistenti sociali a me e a mio marito Delfino, che purtroppo non ce l'ha fatta ed è morto d'infarto l'8 agosto dell'anno scorso, ci ripetevano: "Allora voi dite che i vostri figli sono bugiardi"."No - rispondevamo io e mio marito - non sono bugiardi, noi ce l'abbiamo con chi mette loro in testa queste cose". Siamo andati avanti così a lungo, ma non abbiamo mai puntato il dito contro i nostri ragazzi che pure ci accusavano di cose terribili. Non era colpa loro. Ce li hanno portati via di botto la mattina del 12 novembre '98 e non li abbiamo più visti. Niente di niente. E' una situazione che non si può descrivere. E'spaventoso".