Radici, un viaggio alla scoperta dell'amore e della cucina

Dal Veneto al Sud-est asiatico, il romanzo di Chiara Canzian e Sandro Cisolla parla del viaggio di una ragazza alla ricerca di se stessa, in un percorso che la porterà a scoprire l'amore e la sua vocazione: la cucina

Figlia d'arte, Chiara Canzian da tempo ha spostato i propri interessi dalla musica (a soli 18 anni partecipò a Sanremo) alla cucina. Nel libro "Radici" (Rizzoli), che ha scritto a quattro mani con Sandro Cisolla (musicista e scrittore), parla di una storia d'amore, di viaggi e di cibo. Si tratta di un romanzo, la cui protagonista (Camilla) compie un viaggio dal Veneto al Sud-est asiatico. Un lungo percorso alla ricerca di se stessa, che la porterà a scoprire l'amore e la sua vocazione, la cucina. Ne abbiamo parlato con i due autori.

Come nasce questo libro?

Chiara: "Questo libro è nato durante una normalissima cena a casa un anno fa. Io avevo voglia di fare un secondo libro di ricette ma pensavo fosse più interessante distinguersi per qualche motivo dai tradizionali ricettari e così, conoscendo il sogno nel cassetto di Sandro e la sua abilità nella scrittura, gli ho chiesto di abbinarci un romanzo. La storia poi è nata naturalmente e con grande facilità nei 20 minuti successivi a questa proposta".

Si tratta di un romanzo ma anche un libro di ricette. Perché questa scelta?

Sandro: "Innanzitutto perché ci sembrava che nessuno si fosse ancora mai imbattuto in un progetto così... e a noi le cose originali piacciono. In secondo luogo perché ognuna delle due sezioni nelle quali si divide il libro può trarre un valore aggiunto dall’altra: il romanzo diviene più “gustoso” grazie alle ricette, e le ricette si caricano di una particolare emozione perché inserite in una storia".

Il titolo del libro fa venire in mente un ritorno all'essenza delle cose, ai valori più importanti... alla base. Cosa significa per voi?

Sandro: "Radici ha diversi significati: il primo, e più importante, è legato alla ricerca di se stessa che la protagonista Camilla compie durante il suo viaggio nel sud-est asiatico. Il secondo è legato all’importanza della famiglia, che nonostante l’indole ribelle della ragazza, è un valore che la accompagna per tutto il racconto. Il terzo, e forse più ironico, è legato alla forma dialettale veneta con cui viene chiamato il radicchio, radici appunto. In fondo, se si considera che il viaggio di Camilla parte dal Veneto per arrivare al sud-est asiatico, anche quest’ultimo significato è un chiaro riferimento alle proprie radici".

A chi si rivolge Radici? Solo ai vegani o ai vegetariani?

Chiara: "In questo caso le ricette di “Radici” sono vegetariane e a volte vegane, ma sono dirette a tutte quelle persone che hanno voglia di provare sapori e profumi lontani, a prescindere dalle loro scelte alimentari". A differenza del mio precedente libro, "Sano vegano italiano", che si prefissava di far conoscere meglio la cultura vegana, in "Radici" l’intenzione è più concentrata nel far entrare le persone nella storia attraverso il cibo, e viceversa. Nelle ricette non si utilizza carne o pesce, e questo avviene per la mia scelta alimentare che poi è anche quella di Camilla (la protagonista), ma questo non preclude assolutamente la scoperta di sapori esotici e nuovi.