Riapre Wahnfried, la casa mausoleo di Wagner

Dopo cinque anni di restauri - e due in ritardo sul bicentenario nel 2013 - è stata riaperta a Bayreuth Villa Wahnfried, la casa dove Richard Wagner (1813-83), dopo una esistenza irrequieta di viaggi, fughe e traslochi, trovò finalmente pace negli ultimi anni della sua vita. Fu costruita dal 1872 con i soldi di Re Ludovico II di Baviera, mecenate del musicista, e della moglie Cosima, e ultimata nel 1874. È qui che Wagner finì il Crepuscolo degli Dei e lavorò al Parsifal , la sua ultima opera. Il clima infelice lo indusse a trascorrere lunghi periodi in Italia ed è a Venezia che morì il 13 febbraio 1883: la salma fu tumulata a casa Wahnfried, dove riposa in un mausoleo assieme a Cosima, morta nel 1930.

In Germania il nome di Wagner è abbinato alle vette e gli abissi della storia nazionale: la grandezza nell'arte e nello spirito, e insieme il peggio dell'ideologia e della barbarie. In parte suo malgrado, Wagner, che fu però un fervente antisemita, fu infatti eletto a veicolo della propaganda nazista. Era il musicista preferito da Hitler, ospite fisso a Bayreuth, idolatrato da Winifred, la moglie inglese di Sigfriedo. A Wahnfried dormì anche Arturo Toscanini, primo italiano invitato a Bayreuth (diresse Tristano , Tannhaeuser e Parsifal ) che nel '33, con Hitler al potere, però se ne andò.

All'inaugurazione, domenica, molte personalità, ma solo una parte della famiglia, da sempre divisa da guerre intestine. Le due sorellastre direttrici del Festival, Kathatina Wagner e Eva Wagner-Pasquier - figlie di Wolfgang Wagner (nipote del maestro) e madri diverse - erano assenti.

Oggi la Villa, distrutta da una bomba nel '45, poi risistemata e abitata dai Wagner fino al 1966, e dal 1976 museo, riapre al pubblico dopo un profondo reshape da 20 milioni di euro. Il museo consta di tre parti: casa Wahnfried con quel che resta degli arredi originali, la villa adiacente fatta costruire da Siegfried (dove si documenta il passato nazista della famiglia) e un nuovo edificio in stile moderno con la storia degli allestimenti di Bayreuth.