Dal rigattiere di parole: Attonito

È attonito chi resta sbalordito, senza parole, profondamente colpito o meravigliato

È attonito chi resta sbalordito, senza parole, profondamente colpito o meravigliato. Anche sorpreso, stupefatto, incantato, stolido. Il latino Attonitus deriva dal verbo Attonare, composto di ad- e tonare: significa impressionato dal fragore del tuono.

Spiega il Pianigiani: “Rimasto stupido per la caduta di un fulmine vicino a sé, ed in senso più generale per qualsivoglia altra cagione. Immobile e muto per meraviglia o altro forte sentimento”. Lo stesso autore – ma, va detto, è l'unico – offre la meesima derivazione anche per Tonto, che risalirebbe al latino tonitus=quasi colpito dal tuono. Tonto significa sciocco, melenso, buono a nulla, di poco senno; anche “minchione, rintontito” (Petrocchi).

Molti autori preferiscono considerarlo una corruzione di Tondo; il Tommaseo cita anche Tundo (di cui non si trova peraltro traccia) che descrive come “quasi sbalordito da percosse ricevute”. Della famiglia di Attonito vanno ricordati anche i sostantivi Attonimento, Attonitaggine e l'avverbio Attonitamente.

Commenti

paolonardi

Dom, 13/07/2014 - 18:06

Carissimo Stefanato, ho letto sull'articolo riguardante la trasparenza della PA auspicata, promessa e mai attuata dal colona di Rignano sull'Arno, ho incontrato una sigla FOIA che mi ha riportato alla mente la mia gioventu' quando indicava, oltre al significato di fregola animale, amche il misto fra furia-fretta, confusione e disorganizzazione nell'agire. Ho cercato l'etimo ma non ho trovato, nei miei libri niente d'interessante e quindi le chiedo lumi. Grazie.

Paolo Stefanato

Lun, 14/07/2014 - 22:49

Caro Paolo, secondo la Crusca Foia è una variante di Foga (= impeto). La stessa derivazione viene riferita dal dizionario Treccani. Se devo essere sincero, è una parola che non mi piace per il suo suono che scivola troppo sulle vocali. Grazie per la sua costante attenzione, un cordiale saluto. PS

ivana palomba

Mar, 15/07/2014 - 15:53

Col permesso del moderatore vorrei spiegare al Sig, Nardi perché foia rimanda alla mente anche il misto fra fretta e furia, confusione, ecc. La parola“foia” è un allotropo popolare dal latino “furiam”= furia, voce dotta dal significato di agitazione collerica che si manifesta con le parole o con il comportamento, impeto violento, gran fretta. In parole povere foia-furia sono allotropi in cui il primo è una parola che è stata tramandata, di bocca in bocca, di padre in figlio, dall'età dei Romani fino ai giorni nostri subendo le naturali modifiche, l’altra è una parola dotta, un latinismo che fa parte del nostro lessico non perché tramandata di generazione in generazione ma perché un uomo di cultura ad un certo momento l’ha ritenuta utile per i suoi fini comunicativi e l’ha usata con minimi adattamenti morfologici (es. furiam=furia) ma senza quelle trasformazioni fonetiche dovute ad un passaparola di migliaia di anni. Cordialmente Ivana Palomba

paolonardi

Ven, 18/07/2014 - 19:35

Ringrazio sia Paolo che Ivana; furia, a Firenze viene uasata comunemente nell'allocuzione in fretta e furia, ma anche simgolarmente con il significato appunto di fretta; la memoria a questo punto falla perche' non ricordo di che figura retorica trattasi. Quello chi mi dite l'avevo trovato anch'io, ma mi ronzava nel cervello un'altra origine del vocabolo; a quanto pare ero in errore. Comunque grazie perche' e' sempre piacevole e stimolante discettare sulla nostra bella lingua in decadenza. Se mi e' concesso mi presento; sono un vecchietto di settantaquattro anni che sostiene di aver avuto nella propria vita tre fortune: di essere nato a Firenze nel quartoere di Santa Croce, il centro della fiorentinita' e quindi di saper usate i giusti accenti ed ancora in maniera corretta i condizionali e i congiuntivi; di aver avuto un nonno, il mio grande amico, che fin da piccolo mi portava per musei e per monumenti interessandomi alla loro storia e a quella dei capolavori che vi si conservavano, infine, al liceo ho avuto come docente d'Italiano un certo Mario Luzi. Non potevo che cercare di essere un brontolone e noioso custode del puro italiano. Grazie