Dal rigattiere di parole: "Catafratto"

È una parola che ormai si usa solo nel suo senso figurato, e vuol dire - ma in modo un po’ aulico - “corazzato”, “impermeabile”; e cioè difeso, protetto, specie con riferimento all'attitudine personale di qualcuno verso gli altri

È una parola che ormai si usa solo nel suo senso figurato, e vuol dire - ma in modo un po’ aulico - “corazzato”, “impermeabile”; e cioè difeso, protetto, specie con riferimento all'attitudine personale di qualcuno verso gli altri. Quindi, si può essere catafratti alle ingiurie, alle tentazioni, alle insinuazioni; o, più semplicemente, catafratti e basta.

Catafratto era il guerriero antico, coperto dell'armatura di ferro intera, e la catafratta era l'armatura stessa, pesante e completa, che rivestiva sia l'uomo sia il cavallo. Deriva dal latino cataphractum, prelevato dal greco katà-phrasso (che combina “sopra” e “proteggere, munire, coprire”). I Greci e i Romani – segnala il Cardinali Borrelli – chiamavano catafratte anche certe navi da guerra lunghe e coperte. Lo stesso autore va più in dettaglio: catafratta era “propriamente l'armatura del petto e talvolta l'armatura del petto e della testa, e tutta intera l'armatura grave”. Come sinonimi, il D'Alberti cita Corsaletto o Giaco. Il Panlessico dice che queste corazze così forti furono “usate dai persiani, dai greci, dai romani non che dai guerrieri dei bassi tempi e del medio evo”. Questo vocabolario è l'unico a registrare anche altri significati: catafratta in chirurgia era una “specie di antica fasciatura, che nelle lussazioni applicavasi al torace e alle spalle, analoga a quella che ora chiamasi Quadriga”; nel mondo animale catafratto identifica pesci dalla pelle dura ricoperta di squame, ed è anche sinonimo di Tatù, “genere di mammiferi quadrupedi”; alla voce Tatù il dizionario spiega: lo stesso che Dasipodo o Armadillo.