Dal rigattiere di parole: "Chirografo"

In senso generico, si definisce così ogni documento scritto e firmato di propria mano. Significa scrittura autografa, documento autografo. Keir, keiros in greco vuol dire mano, grapho, scrivere

In senso generico, si definisce così ogni documento scritto e firmato di propria mano. Significa scrittura autografa, documento autografo. Keir, keiros in greco vuol dire mano, grapho, scrivere. Il termine è entrato nel linguaggio giuridico, dove fin dai tempi di greci e romani ha preso a indicare un documento scritto e firmato dal debitore. Tutt'oggi il creditore chirografario – espressione d'uso piuttosto comune – è il titolare di un diritto che si basa soltanto sul documento scritto, senza l'aggiunta di privilegi quali il pegno o l'ipoteca. In altre parole, i creditori chirografari sono i più deboli e spesso, specie nel caso di fallimenti o liquidazioni, sono quelli che restano all'asciutto.

Tutti i vocabolari, antichi e moderni, si fermano qui. Tranne il Tommaseo, che riporta alcune note storiche di estremo interesse: “Atto ch'era anticamente scritto due volte sullo stesso pezzo di pergamena pel verso contrario lasciando uno spazio framezzo dove era scritto Chirografo, pel cui mezzo era tagliata la pergamena, ed una metà se ne dava a ciascuna delle due parti”. Chirografo, insomma, era una parola convenzionale che veniva divisa in maniera irregolare così che il successivo perfetto combaciare delle due parti era garanzia di autenticità.

Si trattava di un ingegnoso sistema medievale che permetteva alle carte private di far prova di sé, senza scomodare notai, testimoni o sigilli. Come annotano Josef Grisar e Fernando De Lasala in “Aspetti della sigillografia”, tali documenti furono usati durante il secolo XI in Inghilterra e durante i secoli XI e XII anche in Italia. Secondo questi autori i documenti “potevano essere copiati anche varie volte sullo stesso foglio di pergamena, e poi tagliati seguendo un tracciato sul quale era stata scritta una parola, per esempio Chirographum oppure Amen Amen Amen, la quale veniva divisa. Di conseguenza, le diverse copie autentiche dello stesso documento contenevano una parte delle lettere della parola scritta. Mediante la composizione delle differenti copie uscite dallo stesso foglio di pergamena, si poteva accertare la genuinità di esse”. Non sempre però le parti in litigio si rendevano disponibili alla verifica, e questa debolezza fa capire come il chirografo non soddisfacesse il desiderio di trovare un tipo di documento che esprimesse da solo la propria autenticità. Sopravvisse fino alla fine del XIV secolo, “ma per assunti di poca importanza”.