Dal rigattiere di parole: Morfina

Può sembrare ovvio, ma lo confermiamo: morfina deriva da Morfeo

Può sembrare ovvio, ma lo confermiamo: morfina deriva da Morfeo. Il potente alcaloide dell'oppio, che addormenta e che può uccidere, prende il nome da questa figura della mitologia greca, figlio e ministro del Sonno.

Morfeo era, appunto, figlio di Ipno e della Notte. Ipno era il dio del Sonno, e aveva il potere di addormentare uomini e donne; era figlio di Erebo e fratello gemello di Thanatos, che presiedeva alla morte. Notte, secondo Esiodo, era la personificazione della notte terrestre ed ebbe numerosi figli, tra cui Etere (la luce) ed Emera (il giorno).

Morfeo è normalmente associato al sonno (che, invece, a rigore, appartiene a pieno titolo a suo padre), ed era uno dei Sogni (Oneiroi), fratello di Fobetore e di Fantaso. Morfeo era il più potente, colui che faceva prendere forma al sogno popolandolo di esseri umani; con un mazzo di papaveri egli sfiorava le palpebre dehli uomini, li addormentava e assumeva la forma della persona sognata, circondandosi di folletti che creavano realistiche illusioni. Fobetore era invece uno spaventatore e popolava i sogni di bestie, mostri ed esseri paurosi; Fantaso portava immagini di paesaggi, case e oggetti inanimati. Morfeo è rimasto più noto anche perché era il solo che nei sogni annunziasse la verità, al contrario soprattutto di Fantaso, le cui premonizioni non si avveravano mai.