Dal rigattiere di parole: Squasimodeo

“Si dice in ischerzo in vece di Minchione o Uccellaccio o Uomo di poco senno” recita la Crusca

“Si dice in ischerzo in vece di Minchione o Uccellaccio o Uomo di poco senno” recita la Crusca. Voce antica, usata anche dal Boccaccio, e ancora in voga nell'Ottocento “nelle campagne toscane”. E' anche interiezione: Squasimodeo! Indica stupore, ammirazione, meraviglia (come “Poffare! Poffare il mondo”, segnala il Tommaseo). Significa anche – specie al plurale - moina smorfia, smanceria. Divisi gli autori sulla derivazione: per il Treccani e lo Zingarelli è la probabile alterazione popolare dell'espressione “spasimo di Dio”. Solo il Devoto Oli lo fa derivare dalla formula latina “quasi modo geniti infantes”, come bambini appena nati. Cardinali Borrelli e Panlessico concordano invece per l'unione del latino quasi e dell'arabo Mudemmoegh, che significa fatuo, stolto.