Dal rigattiere di parole: Trabaldare

Già nel 1825 il D'Alberti considerava questo verbo una “voce antiquata” e spesso nei dizionari dell'Ottocento si rimanda a “trafugare”

Già nel 1825 il D'Alberti considerava questo verbo una “voce antiquata” e spesso nei dizionari dell'Ottocento si rimanda a “trafugare”. Nel Novecento, una traccia sullo Zingarelli. Significa, appunto, trafugare roba o persone, sottrarre con frode, furtivamente. Per la Crusca è anche “tribaldare”. Alcuni riportano il sostantivo trabalderia = ruberia, truffa.

Deriva da “baldo” con prefisso intensivo; baldo significa animoso, ardito, pronto, fiero, vivace e proviene dal franco antico baud o bald. Parola fortunata, tuttora in uso, che ha dato vita a una numerosa famiglia (baldanzoso, imbaldanzirsi, baldoria, ma anche ribaldo, ribalderìa), con un ampio gradiente di significati, dal positivo al negativo. Il Muratori cita anche trabaldone, “chi consuma per poca avvertenza, o per sciocchezza, le sue od altrui robe”. Uno sprecone, diremmo oggi.