Dal rigattiere di parole: "Tradizione e tradimento"

Non si direbbe che parole dai significati così diversi abbiano la stessa derivazione. La traditio, traditionis, in latino, era la consegna di una cosa: il verbo tradere deriva da trans ,oltre, al di là, e dare, cioè consegnare, trasmettere, passare. La traditio (in italiano tradizione, appunto) era un istituto del diritto romano e consisteva nel passaggio di proprietà di una cosa mobile attraverso il suo trasferimento fisico, da mano a mano. E’ facile da qui capire come il termine si sia allargato in senso metaforico fino a significare il complesso di consuetudini, memorie, conoscenze, norme e valori che vengono simbolicamente consegnate da una generazione all’altra, perché prosegua il cammino della civiltà. Non c’è dubbio che la parola tradizione abbia un significato positivo, o quantomeno neutro.

Tradimento invece è un termine fortemente negativo. Significa ingannare la fiducia altrui non rispettando deliberatamente gli impegni assunti. Mancare di parola. Venir meno alla fedeltà. Che cosa c’entra con la tradizione? Il verbo di origine è lo stesso, tradere, e anche il significato originario di consegna è identico. Giuda “consegnò” Gesù alle guardie, cioè lo “tradì”. Quella “tradizione”, nel senso di consegna, fu un gesto così empio e disonorevole, un così grave esempio di mancanza contro l’amore, da diventare il “tradimento” per antonomasia. Quando Gesù pronunciò la celebre frase: “Dico vobis: unus vestrum me traditurus est”, e cioè “Uno di voi mi tradirà” intendeva dire: mi consegnerà. Nacque, in quel momento, il nuovo filone di significato della parola.