Il ritorno di Barbarella, l'eroina sexy tra le stelle

La capostipite del fumetto erotico (che divenne un film nel 1968 con Jane Fonda) tornerà con una nuova serie nel 2017. L'editore: "Il suo è un messaggio di libertà"

Sexy, folle e libera: torna Barbarella, l’eroina dello spazio e dell’eros più amata (inconfessabilmente) del pianeta. E torna reincarnandosi nella sua prima manifestazione, quella del fumetto. Secondo quanto riferisce l’Hollywood Reporter, Barbarella sarà la protagonista indiscussa di una comic-serie a stelle e strisce.

Il progetto è della Dynamite Entertainment, casa editrice che ha una lunghissima esperienza in fatto di donne declinate con le nuvolette. Da Wonder Woman alla Donna Bionica, da Xena, la principessa guerriera resa celeberrima dalla serie Tv, fino ai remake delle storie della super-iconica Betty Boop. Mancava una sola stella al firmamento Dynamite. E arriverà nel 2017 con le nuove avventure di Barbarella. L’editore americano Matt Idelson, annunciando il progetto, ha motivato proprio nella libertà di Barbarella il motivo principale della scelta di farla tornare sugli scaffali dei comic-store: “Il suo era un messaggio di libertà di espressione che forse la maggior parte dei lettori dell’epoca non colse”.

Per generazioni, l’eroina nata dalla fantasia del francese Jean-Claude Forest nel 1962, ha incarnato il mito proibito della super-donna libertaria, eroica ed erotica insieme, collocata in un Altrove futuristico così vicino e pure così irraggiungibile, specialmente in anni di rigidissima moralità tale, spesso, da sfociare nel bigottismo. Contro di lei si alzò, praticamente ovunque, la levata di scudi dei benpensanti che invocarono (spesso ottenendola) la censura. Ma Barbarella era troppo irresistibile per lasciarsi bloccare dai braghettoni delle nuvolette. Preso a prestito sulle tavole l’irresistibile fascino di Brigitte Bardot, la sexy viaggiatrice dello spazio divenne anche un film, nel 1968. Girato da Roger Vadim, che affidò alla riluttante moglie Jane Fonda il ruolo della protagonista, fu un flop. Forse perché era troppo avanti rispetto ai tempi, tant’è vero che è diventato negli anni un vero e proprio cult per cinefili.

Capostipite del fumetto erotico, dopo la sua comparsa nelle edicole di mezzo mondo cambiò il modo di intendere le tavole disegnate. E il disegno erotico si espresse in forme diverse e geniali, raggiungendo vette inarrivabili, accessibili solo alla divina matita di Milo Manara.

Ma divenne, tra l'altro, modello ispiratore per cento e cento pubblicazioni minori (eppure popolarissime negli anni '70) che finirono per esasperare gli aspetti sessuali tanto da sfondare il muro della pornografia. Decine di giornali e personaggi, dai nomi improbabili e che ben poco lasciano all'allusione (come la vampira Sukia, modellata quasi per contrappasso sulle fattezze virginali di Ornella Muti o le dozzine di varianti come Uranella, Vampirella e via discorrendo) che divennero dei must inconfessati e inconfessabili dell'editoria nostrana.