Il romanzo contro Amazon si vende bene (su Amazon)

Il bestseller di Patterson ("The Store", di James Patterson) demolisce i giganti del web. Che se ne appropriano: è un prodotto come un altro

«E se il mondo immaginato da George Orwell fosse più vicino di quanto pensiamo? Jacob e Megan Brandeis stanno per perdere tutto. A New York non sembra esserci più un posto per chi, come loro, vive della propria scrittura. È un mondo che li respinge, costringendoli a una scelta difficile: lasciare ogni cosa e trasferirsi con la fam iglia in un villaggio del Nebraska, per intraprendere un nuovo lavoro. Ma non è un posto qualsiasi, né un lavoro qualsiasi. Jacob e Megan diventano parte integrante dell'immenso organismo di The Store. The Store non è solo un negozio on line. È il negozio on line, dominatore assoluto del mercato... Ha tutto e può consegnare tutto, grazie all'utilizzo di droni. The Store riesce addirittura ad anticipare le esigenze dei consumatori. Li conosce bene, anzi troppo bene. E per tenerli celati è disposto a tutto. Un romanzo pieno di colpi di scena che disegna una società in cui la supremazia del marketing e i grandi monopoli tecnologici sono a un passo dall'avverare l'incubo del Grande Fratello. Una realtà sempre più inquietante, e sempre più vicina...». Questa la descrizione di The Store (Longanesi, traduzione di Federica Garlaschelli, pagg. 305, euro 16,40) di James Patterson e Richard Di Lallo, che leggiamo sul sito italiano di Amazon. Peccato che «la realtà sempre più inquietante e sempre più vicina» che Patterson descrive in questo suo nuovo romanzo sia proprio quella di Amazon, ormai non più soltanto la più grande libreria on line al mondo ma un vero e proprio negozio virtuale dove si può comperare di tutto: dagli elettrodomestici all'abbigliamento, dai prodotti alimentari a qualsivoglia prodotto in commercio. Un romanzo che ha fatto scalpore soprattutto perché Patterson, che con i suoi oltre 350 milioni di libri è lo scrittore di thriller più venduto al mondo, non si è mai «venduto» del tutto alle logiche commerciali dei megastore on line. Spesso si è battuto per promuovere la lettura e difendere le librerie indipendenti dai colossi dell'e-commerce, ma ha anche promosso vere e proprie campagne per la diffusione della lettura nelle scuole con donazioni di libri e borse di studio.

Questo romanzo ha messo al centro del dibattito il futuro di lettori sempre più trasformati in consumatori. La denuncia di Patterson, che ambienta il romanzo in un inquietante perché vicino 2020, non deve aver molto scalfito Amazon, almeno leggendo la scheda di presentazione del libro. Ed è questa una questione non di poca rilevanza: che ruolo hanno ormai gli scrittori nel dibattito culturale e quindi anche distributivo ed economico dei propri libri? La risposta è: nessuna. Puoi fare qualsiasi tipo di denuncia ma la velocità del commercio divora il dibattito intellettuale, lo ingloba e addirittura lo vende. Quella descritta da Patterson è già realtà. Nessun mondo distopico orwelliano, dove c'è un Grande Fratello che controlla ogni nostro movimento commerciale (e di conseguenza comportamentale: dall'acquisto di oggetti si può definire un individuo, secondo le centinaia di studi sociologici pubblicati e avvallati dalla scienza). Il problema è che il futuro è adesso. Stiamo vivendo nel presente, e non solo su Amazon, quello che Patterson descrive. Ogni nostro movimento è controllato e i colossi della grande distribuzione conoscono già i nostri desideri di acquisto. Quello che non è ancora stato «denunciato» è l'accordo che i grandi mercanti stanno stringendo tra di loro. Non occorre leggere per accorgersene. Basta anche un nostro sguardo di primati da MediaEvo per capire che se acquistiamo un libro su un sito internet dopo cinque secondi su Facebook apparirà, tra i prodotti consigliateci, proprio quelli venduti dal colosso su cui abbiamo fatto acquisti. Una prova empirica facile e immediata da effettuare.

Le conseguenze? Quelle denunciate da The Store, quelle di un futuro già presente dove siamo già controllati. E se anche la critica letteraria, che mai come con The Store ha mostrato la propria ignoranza, vuole dimostrare di essere non ancora «amazonizzata» basta che legga questo romanzo, molto più importante di quello che sembra. Un romanzo che quasi nulla ha a che fare, come si è scritto ovunque, con il George Orwell di 1984 (se non per la video-sorveglianza) e che, invece, deve molto a Il Cerchio di Dave Eggers (Mondadori) in cui lo scrittore americano ha denunciato il lavoro come identità totalizzante dei dipendenti nel marchio di appartenenza (in questo caso Google), lo stile del dimenticato Ira Levin (autore di libri come I ragazzi venuti dal Brasile e La fabbrica delle mogli, in ripubblicazione a giorni da Beat Edizioni), ma soprattutto a Philip Dick che in molti suoi racconti ha immaginato come questo mondo - qui e ora - sia abitato da noi umani bombardati dalle più svariate forme di pubblicità perché ridotti a semplici «tester» di un mondo altrove, quello reale, dove nessuno disturba più con le promozioni perché il mercato conosce già i nostri gusti. Fantascienza? Chissà. Nel frattempo non perdete la nuova serie tivù Philip K. Dick's Elettric Dreams in dieci episodi basati proprio su dieci racconti di Dick e in onda tra qualche settimana. Produttore dei telefilm? Amazon. Sembrerebbe troppo assurdo per essere vero. Ma è vero. E tutto ritorna all'inizio di questo articolo. Philip Dick compreso.

Commenti

idleproc

Sab, 30/09/2017 - 14:26

Siamo tutti il "sistema", nessuno escluso. Siamo il "sistema". Sia chi pensa di "gestirlo", chi pensa di esserne gestito o fantastica di esserne fuori anche per scelte di vita di dettaglio che sono sempre e comunque ricondotte e riconducibili al sistema. Il fatto che se ne stia "discutendo" è solo una conseguenza della crisi sistemica in corso. A differenza delle altre e di altri riassetti e riconfigurazioni sistemiche, è strutturale anche per condizioni oggettive fisiche al di fuori del sistema socioeconomico antropico. Non è "riformabile", inutile farsi illusioni. Come andrà a finire nessuno lo sa ma se ne può avere qualche idea analizzandone la dinamica interna.

manfredog

Sab, 30/09/2017 - 14:35

..potranno controllarci tutto, tranne il nostro vero amore e la nostra personale poesia. mg.

Ritratto di libere

libere

Sab, 30/09/2017 - 19:33

Idleproc: invidiabile chiarezza nell'esposizione delle tue idee. Finalmente tutto mi è risultato comprensibile. Hihihihihi Ora a ognuno le sue scelte. Per quanto mi riguarda non compero mai un libro da Amazon. Ma direttamente sul sito dell'editore. E in generale sopravvivo ugualmente se non trovo qualcosa in un negozio di prossimità. Per me Amazon può anche fallire.

Magicoilgiornale

Dom, 01/10/2017 - 08:56

Grande Amazon