Da Roosvelt a Kennedy, ecco gli uomini che cambiarono la storia

Oggi in edicola con il Giornale la storia, le curiosità pubbliche e private dei Presidenti americani che hanno cambiato il corso della Storia: dal New Deal di Franklin Roosvelt alla leggenda di John F. Kennedy

Tutti, o quasi, sanno che Franklin D. Roosvelt è stato il Presidente del New Deal, il grande programma di investimenti pubblici per risollevare gli Stati Uniti dalla Depressione economica del '29, ma quanti sanno che Roosvelt fu anche l'inventore dei discorsi al "caminetto"? Fu proprio lui, infatti a istituire la tradizione dei discorsi settimanali alla radio con cui si rivolgeva con tono colloquiale ai cittadini diventata poi questa una conseuetudine ancora in uso alla Casa Bianca.

Opposto a Roosvelt fu Harry S. Truman, che lo seguì nella presidenza. L'uno colto, raffinato e proveniente dalla high society della east coast, l'altro figlio di contadini del Missouri, soldato durante la Grande Guerra e imprenditore fallito. Questo contadino diplomato alla serali scovolse il corso della storia della Seconda Guerra Mondiale e del mondo: fu lui infatti a ordinare che venisse sganciata la bomba atomica su Hiroshima. Ma pochi sanno la storia della sua elezione, una delle più curiose della storia nata da una gaffe giornalista poi passata alla storia.

Quelli che seguirono la fine della Seconda Guerra Mondiale furono "happy days" e il presidente di quei giorni felici fu Dwight. D. Eisenhower, da tutti chiamato Ike. "I like Ike" diceva lo slogan della sua campagna elettorale, e agli americani piacque proprio. Divenne presidente infatti grazie alla sua grande popolarità, nata dalla guida della campagna nel Mediterraneo che portò alla liberazione dell'Italia. Rientrato in America divenne l'uomo che "sconfisse Hitler" e si candidò alla presidenza nel 1952. Gli anni della sua presidenza furono quelli del boom economico, del benessere di massa ma anche quelli del maccartismo, la cosidetta "paura rossa" dell'America sfociata poi in atteggiamenti persecutori e sovversivi. Ma il maccartismo, a cui Ike non aderì mai del tutto, fu una parentesi che non minò lo stato di grazia in cui vissero gli Stati Uniti negli anni Cinquanta.

Infine lui, il Presidente più amato della storia degli Stati Uniti e non solo: bello, ricco, sognatore. E' John F. Kennedy, il "re" democratico che diventò leggenda e attraverso il suo mito riuscì a coprire le sue numerose debolezze tra cui, tra le altre, la dipendenza dai farmaci e i numerosi tradimenti alla bellissima moglie Jacqueline. Tutti questi limiti non riuscirono a intaccare il mito, alimentato ancora di più dalla morte misteriossa, di quest'uomo diventato simbolo di quel sogno in cui l'America voleva ardentemente e tenacemente credere.

Commenti

Giovanmario

Mer, 24/10/2012 - 13:02

mi raccomando.. ricordiamoci anche di Napolitano.. tra qualche anno

plaunad

Mer, 24/10/2012 - 13:35

Béh, che Kennedy abbia cambiato la storia mi sembra una gran sparata.