Schiele, la pornografia ai tempi dell’Impero

Egon è figlio di un controllore ferroviario morto suicida. Ha una madre aggressiva, una bruciante passione per il disegno e tre sorelle di cui una, Gertrude, con la sensualità acerba di adolescente: sarà la sua prima modella. Egon è Egon Schiele, ovvero Il pornografo di Vienna (Marco Tropea, pagg. 318, euro 16,90 euro, trad. Pietro Formenton), secondo la documentata biografia romanzata da Lewis Crofts: il nudo femminile, ritratto in modo troppo autentico, spigoloso e tormentato per i benpensanti acquirenti della Vienna di fine Impero, è infatti l’ossessione dell’artista. Non basta il sostegno dell’amico Klimt: Egon morirà giovane, in miseria e incompreso. Come da copione per ogni artista decadente e maledetto (e oggi amatissimo).