Scianna, l'arte di cogliere il lato meno esposto

Il famoso fotografo siciliano raccoglie gli scatti dei "grandi" che ha incontrato. Con curiosi commenti inediti. Da Carlà (insopportabile) a Ken Follett (truccatissimo)

Ferdinando Scianna ha 71 anni. Quando ne aveva 18, Leonardo Sciascia, con quale divenne poi amicissimo, già visitava la sua prima mostra fotografica, sulle feste popolari, a Bagheria. Impossibile contare le persone fotografate da Scianna nella sua vita, migliaia immaginiamo: modelle, attori, scrittori, politici, stilisti, pittori, editori... Un archivio materiale e sentimentale enorme, dal quale ora ha estratto 350 ritratti, tutti in b/n, tutti frutto del suo occhio assoluto e della sua fantasia compositiva unica, che compongo il libro Visti&Scritti (Contrasto). Le foto sono splendide, e i mini-ritratti che accompagnano i fotografati ancora di più, se possibile. Brevi storie dalle quali si scoprono cose inedite su personaggi popolarissimi. Esempi:

CARLA BRUNI, ANTIPATHIQUE
Incontrata nel 1992. Viziata e manierata, faceva la star. Pessima modella per le foto che voleva fare Scianna. Non si presero mai. «Per fortuna Sarkozy ha gusti diversi».

UMBERTO BOSSI E I TERÚN
Lo fotografa nel '91, negli uffici della Lega, a Varese. Poi scendono in strada a fare un giro, tutti fermano Bossi per salutarlo, e lui, per dimostrare a Scianna che è una brava persona, fa l'elemosina a un paio di mendicanti. «Terroni, di sicuro».

CARLO ABBADO: COME DIRETTORE, IL MÁXIMO
Il più grande direttore d'orchestra italiano di sempre (chissà Muti...). Immenso, «si comportava e parlava da diva, guru, sciamano». «Preoccupatissimo di ogni possibile smagliatura della propria immagine». Scianna lo trova fenomenale in campo musicale, il resto lo lascia perplesso: «Descriveva Cuba come un Paradiso».

UN GRAN FIGLIO DI MONTEZEMOLO
Quando Scianna va nella villa di Luca Cordero di Montezemololo per fotografarlo, su un tavolino trova «negligentemente appoggiato» un suo libro. Suo di Scianna. «Dettaglio da gran public relations man». Detto in inglese. In siciliano: sperto.

LE MONGOLFIERE DELLA CUCINOTTA
La fotografia di Maria Grazia Cucinotta, del '95, è la più bella di tutte. Comunque, quando era giovanissima, al liceo di Messina o per strada, «quelle due gloriose molgolfiere che la precedono le considerava una maledizione». Cercava in tutti i modi di nasconderle, per evitare battute. In spiaggia stava a pancia in giù. «Da quelle mongolfiere ha poi saputo poi farsi sollevare nell'alto di una carriera e del successo», oltre il dono effimero della bellezza.

IL TRUCCO DI KEN FOLLET
Arrivò all'incontro in perfetto orario, truccatissimo, «anzi, passato a cerone, con ogni ciocca dei suoi decorativi capelli d'argento artisticamente laccata».

ASIA ARGENTO, UNA RAGAZZA D'ORO
La prima volta che si incontrano, lei dice a Scianna che le avevano riferito che lui aveva un pessimo carattere. Scianna le risponde che a lui avevano detto la stessa cosa di lei. Da lì, vanno d'amore e d'accordo. «È molto simpatica. E così l'ho fotografata; ma i giornali la preferiscono solforosa (ma forse voleva dire sulfurea, ndr. Ma forse no, ndr) e trasgressiva». «Forse si preferisce così anche lei».

STAI FERMA, KATE MOSS
«Le cantanti cantano, le attrice recitano. Le modelle solamente appaiono». Tranne Kate Moss, pare di capire.

SUA EMINENZA PAOLO MIELI
Eccolo, nel 1996, sulla sua poltrona di direttore del Corriere della sera, «nella posa e con lo sguardo da cardinale del giornalismo italiano».

LA FAMA E LA FAME DI FERRAN ADRIÀ
Quando Scianna lo fotografa, nel 2010, Adrià, all'apice della sua esposizione gastro-mediatica, rilasciava circa 350 interviste all'anno, «praticamente una al giorno, per i più importanti giornali del mondo». Nel suo locale ultra-esclusivo dirigeva un'orchestra di 40 cuochi, coreografando un balletto di 24 portate iper-sofisticate «e poi a un certo punto gli viene fame, afferra una banalissima pera, e la divora a morsi».

GIÙ IL CILINDRO
«Montanelli è nato fascista, ha continuato antifascista, è stato un conservatore tutta la vita e ha finito per essere divinizzato dalla sinistra per meriti antiberlusconiani».

LA LEZIONE TV DI SILVIO
Scianna incontra Berlusconi nel lontano 1986, negli studi di Segrate, dove il “dottore” doveva registrare un'intervista importantissima. Mentre passava al trucco, spiegò che in quell'intervista era essenziale che dicesse tre cose, e le elencò. Ne registrarono tre versioni, che poi Berlusconi rivide attentamente, poi scelse la seconda. “Presidente - obiettò un collaboratore - guardi che nella seconda non ha detto le tre cose essenziali”. “È vero - rispose lui - ma in tv nessuno ascolta quello che dici, in tv devi essere simpatico; la portinaia deve pensare: a questo qua gliela darei. La seconda va bene”. Dall'incontro Scianna tornò molto impressionato, e naturalmente, «inquieto».

IL DIAVOLO HA LE MANI FREDDE
Scianna conobbe Anna Wintour nel periodo della sua effimera collaborazione con Vogue. «Mi disse con voce flautata cose generose, ma la mano con cui non strinse la mia era molle e fredda».

FISCHI A ENNIO MORRICONE
«Ha scritto colonne sonore che hanno salvato film mediocri» e altre «che hanno contribuito a rovinare film che magari non lo avrebbero meritato». uàuàuà.

LA FINE IGNOBEL DI JOSÉ SARAMAGO
Scianna lo fotografa nel 2009, poco prima della sua morte. Alla sera lo va a sentire «in una sorta di liturgia politica milanese dove veniva adulato per meglio poterlo usare nella solita tirata antiberlusconiana. Veniva voglia di portarlo via dal quel palco, poverino». Che pena il grande premio Nobel «esibito al livello del piccolo giornalista demagogo che lo intervistava»...

HO SOGNATO JOSIF BRODSKIJ
Scianna non lo ha mai incontrato. Ed è il più grande rimpianto della sua vita.

Commenti
Ritratto di sergio.stagnaro

sergio.stagnaro

Dom, 13/07/2014 - 09:13

Ho conosciuto Ferdinando Scianna, eccezionale uomo prima che eccellente fotografo, presentatomi anni or sono da mio nipote Giuseppe. Incontrai entrambi a Riva Trigoso in una giornata solare più che mai. In quella bellissima occasione, Ferdinando Scianna mi fece dono di una deliziosa raccolta di foto in bianco e nero, contenute in un elegante libro con dedica. Da uomo di scienza - una teoria scientifica per essere vera, dal punto di vista ovviamente della verità scientifica, deve necessariamente essere utile e bella - dico che Ferdinando Scianna ha saputo e sa cogliere nelle sue foto l'Implicate Order, il background, che sottende l'Explicate Order,il foreground, secondo David Bohm. Come solo i grandi Artisti sanno fare, il Nostro è riuscito, e riesce, con le sue foto ad attraversare il Velo di Maja per attingere l'Essenza, il Noumeno, la Cosa in Sè, che, prezioso Mercurio, consegna a chi ha occhi solo per guardare ma senza vedere.