Se discriminare un negazionista non è reatoil commento 2

P er parafrasare uno slogan a lungo di moda in Italia, discriminare un negazionista non è un reato. David Irving è conosciuto per aver sostenuto tesi scioccanti, a esempio l'inesistenza delle camere a gas nei lager nazisti, costruite quindi dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Idee ampiamente screditate dal punto di vista storico per le quali Irving è stato processato più volte, arrestato in Austria, bandito dalla Germania. È di questi giorni la notizia che l'autore de La guerra di Hitler, allo scadere del divieto, vorrebbe tenere una conferenza a Berlino. Un importante associazione di albergatori ha fatto sapere che nessuno, nella capitale tedesca, metterà una stanza a disposizione di chi ritiene l'Olocausto una truffa. A questo punto ci saremmo attesi i commenti di chi, ogni giorno, si indigna (spesso a ragione) per la discriminazione di qualsiasi minoranza. Niente. Sui giornali, a parte il nostro, nemmeno un trafiletto in cronaca, nonostante il caso sia rimbalzato su tutti i siti di news con una certa evidenza. Si vede che l'indignazione vale solo per alcune categorie di discriminati. Troppo facile spendersi quando si è certi di portare a casa l'applauso del lettore politicamente corretto. Cari editorialisti illuminati, dimostrate di credere in quello che scrivete, prendete posizione in favore della libertà di parola di David Irving, trovategli un letto a Berlino.

Commenti

astarte

Mar, 23/07/2013 - 15:07

Ma che razza di discorso è questo? Anche quello che fa a pezzi sua madre con la sega è una minoranza, e meno male; un conto è una minoranza inerme, un conto è un idiota che spara comprovate scemenze e pretende anche di venirle a esporre in conferenze per arpionare qualche altro debole di mente. Si cerchi una chambre d'hote, libero lui di andare dove gli pare e liberi gli altri di chiudergli la porta in faccia.

Franco Damiani

Dom, 11/08/2013 - 09:07

Caro Alessandro, mi complimento per il "taglio", ma ti faccio osservare alcuni "dettagli": 1) David Irving non ha mai sostenuto l'inesistenza delle camere a gas; 2) Chi lo sostiene non ha mai affermato che "furono costruite dopo la guerra" (forse ti confondi con i forni crematori di Dachau); 3) va benissimo indignarsi per la mancanza di letto per irving, ma ti informo che almeno cinque veri revisionisti languono nelle galere di Austria, Germania, Svizzera e Spagna senza che il "Giornale" batta ciglio; 4) Visto che siete così liberali, perché non vi battete per l'abrogazione delle leggi che in quasi tutta Europa vietano il libero dibattito sulla seconda guerra mondiale?

Franco Damiani

Dom, 11/08/2013 - 17:06

Franco Damiani Aggiungo l'annotazione per me più importante. Caro Alessandro Gnocchi, tu scrivi che le idde di Irving sono "ampiamente screditate dal punto di vista storico": ammesso e non concesso che lo siano, perché i loro portatori vengono incarcerati anzichè confutati scientificamente? In realtà i revisionisti pongono domande cui nessuno è riuscito a rispondere: vuoi provarci tu (attento a non finire tra i "dilettanti allo sbaraglio" ridicolizzati da Carlo Mattogno)?