Se l'editoria cerca nuove bussole

Diceva un grande big del mondo librario italiano che «L'editoria è uno strano mestiere. Usa lo spirito per fare soldi, e i soldi per fare lo spirito». Nell'era dell'e-book e dell'imperversare del self publishing questa strana alchimia è diventata ancora più difficile da realizzare. Che senso ha l'editore, se l'autore può fare da solo?
La domanda se la fanno in molti e le risposte sono tante.
Ad esempio uno dei nodi chiave della figura dell'editore è quello di creare dei percorsi a partire dalle così dette “collane”, garantire qualità e selezione.
Insomma se prima la capacità di selezionare gli autori era importante per una questione di concorrenza tra imprese, grandi e piccole, ora diviene l'unico modo di creare un progetto che faccia la differenza nel mare magnum di titoli fai-da-te. In Italia ad aver scelto una caratterizzazione in questo senso sono almeno due nuove collane. Una arriverà nelle librerie a partire dal 16 gennaio ed è prodotta da Guanda: proprio per marcare il fatto che vuole dare un preciso orientamento al lettore, si chiama «Le Bussole». È tascabile ma con copertina rigida. Prende l'avvio dal catalogo della casa editrice e come filo rosso l'idea di fare il punto su quali siano i nuovi classici degli ultimi 25 anni. Piccoli libri da tasca e da collezione, molto ben connotati. Come spiega al Giornale Luigi Brioschi, presidente di Guanda: «La collana è nata dopo lunghe consultazioni in casa editrice. Volevamo rovesciare l'immagine del tascabile. Questi libri sono tascabilissimi, hanno anche i bordi smussati ma sono pensati con materiali di qualità diversi da quelli abitualmente usati per questo genere di prodotto. Già il dorso nero numerato ne valorizza l'estetica: un oggetto che dalla tasca passa alla libreria, non al cestino». Quanto al filo rosso culturale: «Volevamo raccogliere e selezionare i libri emersi in questi anni. Abbiamo scremato facendo una scelta che tenesse conto del successo in libreria ma anche della qualità. E poi abbiamo fatto confluire questi “nuovi classici” assieme a grandi testi del Novecento come quelli della Woolf. Insomma stiamo andando in cerca della qualità con uno sforzo anche nella veste grafica, a partire dalla copertine disegnate da Guido Scarabottolo».
Certo si tratta anche di un'operazione che consente di rivitalizzare il catalogo in tempi non facili, senza investimenti troppo rischiosi. A domanda infatti Brioschi risponde: «Il valore di un'operazione come questa sta anche nella rivalutazione del catalogo in altre forme. Il risultato ovviamente però è anche culturale. Ci sono settori come la letteratura americana in cui da anni noi tracciamo un percorso».
Anche l'altra collana appena varata dall'editore e/o, e che si intitola «Gli Intramontabili», ha delle affinità strategiche. Come ci ha spiegato l'editor Giulio Passerini: «“Gli Intramontabili” sono proprio nati con l'idea di rivalutare testi del nostro catalogo che erano stati ingiustamente dimenticati. Libri che si potrebbero definire seminali. Cioè che hanno creato altri libri generato filoni che poi magari li hanno messi anche un po' in ombra». Poi però il progetto si è evoluto fuori dal contesto del catalogo. Perché, spiega sempre Passerini, «alla fine ha prevalso il secondo elemento che ci ha fatto scegliere titoli come Bella di giorno di Joseph Kessel e Collages di Anaïs Nin che sono pietre miliari dell'erotismo. Oppure titoli come quello che arriverà a gennaio, L'uomo di fiducia di Herman Melville». Anche in questo caso però è probabile che ci saranno dei recuperi e per altri classici di catalogo, più di nicchia, si è gia provveduto a farlo in e-book: «la collana si chiama “Introvabili” e ha una sua nicchia significativa».
E se queste strategie hanno grossa evidenza su editori medi e piccoli, non mancano operazioni simili anche per giganti editoriali come Mondadori. Ad esempio nella piccola collana «I classici Chrysalide» testi di Ray Bradbury, Edgar Allan Poe, Charles Baudelaire, William Shakespeare, Oscar Wilde e George Orwell vengono «rivitalizzati» con tutta una serie di contenuti extra che rimandano ai film, ai libri e ai fumetti che da quell'opera hanno tratto ispirazione e spunto.
Insomma il classico e la scelta restano armi fondamentali in un mondo editoriale sempre più liquido. Ma in fondo lo diceva gia lo storico francese del libro, Roger Chartier: il vero scopo dell'editore è «addomesticare l'abbondanza». Valeva in un mondo analogico, figuriamoci in questo nostro sconfinato e digitale, dove non c'è più libro che rischi di restare nel cassetto.