Sguardi dal Mediterrano al Ragusa Foto Festival

Dal 29 giugno al al 19 agosto le scenografie barocche della città siciliana ospitano la rassegna "Rotte di Collisione": scatti d'autote di giovani talenti, mostre, eventi, dibattiti e portfolio per una manifestazione culturale che riflette sui temi della contemporaneità

A Ragusa nel cuore della Sicilia iblea sta per iniziare la settima edizione del festival di fotografia. Oltre 500 immagini per 20 mostre dislocate nella cornice barocca di alcuni tra i più bei palazzi di Ragusa Ibla riconosciuti come patrimonio Unesco. Il prossimo venerdì, 29 giugno, insieme ai protagonisti di questa VII edizione si darà il via al fine settimana dedicato alla fotografia con una particolare attenzione ai giovani e al territorio nel quale la Sicilia si trova immersa, il Mediterraneo. Le mostre resteranno aperte fino a domenica 19 agosto (info www.ragusafotofestival.com).

Patrocinata dal Mibact, l'edizione 2018 dal titolo Rotte di collisione sintetizza il tema verso cui il Ragusa Foto Festival ha deciso di volgere il proprio sguardo, quello del conflitto e delle tracce che esso produce sul territorio, ferite e lacerazioni impresse nella memoria culturale e sociale. Un tema delicato e scottante per ricondurlo al campo della fotografia per promuovere un ricordo consapevole, capace di affrontare traumi e rimozioni collettive, per generare nuova memoria, e con essa nuova luce, in direzione di un’unità, un tutto che consideri ricchezza la diversità delle parti che lo compongono.

Dal primo Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo a Ragusa le immagini del progetto di Tommaso Bonaventura, Alessandro Imbriaco e Fabio Severo dal titolo Immediate Surroundings che nasce da Corpi di Reato, un progetto sulle diverse manifestazioni dell’agire mafioso lungo il territorio italiano.

Tra gli autori ci sono anche Donata Pizzi con Zero Intolerance, la spagnola Laia Abril con Lobismuller, Infertile Grounds della fotografa croata Sandra Vitaljić, l’autore greco Pavlos Fysakis con Nea Helvetia dedicato alla Nuova Svizzera, in Attica, Grecia; le proiezioni dei lavori del Depression Era Collective a cura di Pasqua Vorgia e #SPAZIOFOTOCOPIA un format di Yvonne De Rosa fondatrice di Magazzini Fotografici di Napoli.

Ai lavori di autori riconosciuti nel panorama della fotografia contemporanea, si affiancano progetti realizzati da giovani che provengono dalle istituzioni italiane di Alta Formazione Artistica, con l'intento di proporre una riflessione sulla portata metodologica dello studio della fotografia. Il percorso espositivo di Territori di Formazione comprende i lavori di nove giovani autori italiani selezionati dalle istituzioni italiane di Alta Formazione Artistica. Dall’ISIA di Urbino alle Accademie di Belle arti di Brera, Bologna, Catania. A queste si aggiungono i progetti espositivi legati al Premio Miglior Portfolio 2017, con il vincitore Giuseppe Iannello con un progetto dedicato a Gibellina e le tre menzioni speciali per Fabio Itri, Claudio Majorana e Maddalena Migliore.

Inoltre, con la VII edizione del Festival inaugura il primo progetto destinato alla formazione dei più giovani, un workshop di tre giorni tenuto dal noto autore Mario Cresci. Durante le giornate inaugurali i partecipanti alle Letture Portfolio concorreranno anche alla selezione per il Premio Miglior Portfolio 2018.

Ogni anno la direzione artistica, composta da Paola Binante, fotografa e docente presso l’ISIA e l’ABA di Bologna, Alessandro Carrer curatore e docente di Estetica e Visual Studies all’ISIA di Urbino e Javier Marcelo Cabrera, fotografo professionista, e il comitato scientifico composto da Carmelo Arezzo già segretario generale CamCom di Ragusa, Aldo Bonomi sociologo e direttore di Aaster, consorzio di ricerca, il noto autore Mario Cresci e dall’ideatrice del Festival, Stefania Paxhia, individuano un tema attorno al quale ruotano mostre ed eventi.