Lo sguardo vergine di Tonino GuerraMilanesiana Una mostra sul poeta

Ecco il testo che Vittorio Sgarbi leggerà questa sera a Torino in occasione della prima serata torinese de La Milanesiana, diretta e ideata da Elisabetta Sgarbi. L'evento è l'inaugurazione, al Circolo dei Lettori di via Bogino 9, della mostra «Tonino Guerra. I colori delle parole».

diPrima a Santarcangelo di Romagna, poi a Pennabilli, Tonino Guerra ha compiuto miracoli semplicemente vivendo da poeta. Come vive un poeta? In che cosa si distingue da chi non lo è? Nel sentire che le cose che ci circondano, i fiumi, le colline, l'aria, le case, hanno una vita, un'anima, le cose esistono come noi, respirano, ci parlano. Il poeta, in particolare Tonino Guerra, vede il mondo come Francesco nel Cantico delle Creature, mantiene la stessa verginità dello sguardo. Le parole di Francesco sembrano pronunciate per la prima volta, e così continua a dirle Tonino Guerra, senza che esse appaiano consumate.
Prima di Carlo Petrini, Tonino Guerra ha perseguito una slow life, una vita lenta, dove tutto poteva essere sentito e percepito con una necessaria concentrazione. Tonino Guerra ci ha dimostrato che il compito dei poeti non è esaurito, essi aggiungono quello che ci manca, rendono unico e assoluto anche il gesto più insignificante. I luoghi dove egli è vissuto sono letteralmente benedetti, senz'altro essere che quello che sono. Egli ne insegue l'essenza segreta, senza mistero, senza simbolismo, in un realismo magico, in un sogno senza fine.
Tonino Guerra ci ha insegnato a guardare il mondo con gli occhi di un bambino, con la semplicità di un'anima direttamente collegata al mondo esteriore, senza mediazioni. E questo sguardo nuovo sulle cose è ciò che nel bene contagia chi si avvicina alla sua opera in un continuo passaggio di testimone dal bambino che era Francesco, al bambino che era Tonino, al bambino che siamo noi. O che tutti non possiamo non essere leggendo e ascoltando la poesia di Tonino Guerra.