Prima di "Shining". Alle radici dell'orrore: ecco la vera storia dell'albergo infestato

Un nuovo film racconta il passato dei protagonisti di Shining, il capolavoro di Kubrick. Overlook Hotel incluso

Jack Nicholson in "Shining"

Shining, il film dell'orrore di Stanley Kubrick, avrà un prequel. Il titolo previsto è Overlook Hotel, il regista dovrebbe essere Mark Romanek (autore di Non lasciarmi, 2010), lo sceneggiatore Glen Mazzara (noto per le serie tv The Walking Dead). A dire il vero, di questo progetto si parla da tempo, ma finora ha incontrato difficoltà: troppo alto il rischio di uscire demoliti dal confronto col capolavoro del 1980. Questa volta, però, le indiscrezioni della rivista Variety sono precise e lasciano supporre che il primo ciak non sia lontano. In Shining, l'aspirante scrittore Jack Torrance, interpretato da Jack Nicholson, accetta l'impiego di custode invernale dell'Overlook, un hotel tra le montagne del Colorado. Rimasto isolato a causa di una tempesta di neve, Jack è perseguitato dai fantasmi dell'albergo, che sembra dotato di una identità malvagia. Incapace di lavorare, impazzisce e cerca di uccidere la moglie Wendy (Shelley Duvall) e il figlio Danny (Danny Lloyd). Il bambino, però, è dotato di poteri extrasensoriali grazie ai quali sconfigge il padre. Jack muore nel labirinto che sorge davanti all'Overlook ma la celebre inquadratura finale, una fotografia in cui Jack stesso festeggia il 4 luglio 1921 nei saloni dell'albergo, sconvolge ogni logica. Forse Jack è sempre stato il custode invernale, e la battaglia tra padre e figlio è destinata a ripetersi all'infinito.

Cosa vedremo invece nel prequel? Il film di Kubrick è tratto da The Shining, bestseller di Stephen King uscito nel 1977. Overlook Hotel sarà l'adattamento dal Prologo originale, Before the Play, tagliato prima della pubblicazione del romanzo e inedito in Italia. Il Prologo fu stampato sulla rivista Whispers nel 1982 ed è una «biografia» dell'Overlook Hotel dalla apertura nel 1910 al 1958. Maledetto dall'inizio, con la morte assurda dell'ospite d'onore durante la cerimonia d'inaugurazione, capace di mandare in malora gli investitori più agguerriti, l'albergo ha il suo cuore stregato in un giardino ove le siepi hanno la forma di minacciosi animali. Lì muore, cadendo da un pony, il piccolo Boyd, figlio prediletto del primo proprietario dell'hotel, Bob T. Watson. Lì muore, per un infarto, il secondo proprietario dell'hotel, James Parris. Lì sono ambientati gli incubi dei clienti, tormentati dalla sensazione che l'intero Overlook sia vivo. King racconta poi la storia del ballo (orgia?) in maschera che ossessionerà Jack Torrance. A organizzare la festa, nel 1946, è l'ennesimo proprietario dell'hotel, Horace Derwent, una chiara trasposizione del mitico regista e magnate Howard Hughes. Il party si chiude col presunto suicidio di Lewis Toner, l'ex amante di Derwent stesso: respinto, si chiude nella stanza e annega nella vasca da bagno dopo aver preso tre tranquillanti. Impossibile secondo il coroner. Chi l'ha ucciso? L'ultimo episodio è un regolamento di conti tra mafiosi avvenuto nella suite presidenziale dell'hotel. Siamo arrivati al 1958. Appena prima, King inserisce una scena famigliare ambientata nel 1953. Il piccolo Jack Torrance, sei anni, è inseguito dal padre, un infermiere manesco e ubriacone, dal carattere imprevedibile. Un tipo odioso ma fino a quel giorno amato da Jack, che sente di avere un legame speciale con lui. «Vieni qua a prendere la purga» ripete l'uomo, e sono le stesse parole che Jack, divenuto adulto, rivolgerà al figlio Danny in fuga lungo i corridoi dell'Overlook. L'esplosione di follia, causata da un'inezia, termina quando Jack sviene dopo essersi spezzato un polso cadendo dall'albero di fronte a casa sul quale aveva trovato rifugio. Fino a qui le vicende che saranno al centro di Overlook Hotel.

La figura del padre di Jack, introdotta dal Prologo, è importante. Nel romanzo vero e proprio, Jack sembra condannato a ripercorrere le orme del genitore, protagonista di una serie di flashback. Anche Jack diventa un alcolista, spezza un polso al figlio, comincia a disprezzare la moglie e infine perde ogni controllo su se stesso. Dunque Jack è posseduto dai fantasmi dell'Overlook ma anche da altri spettri: i ricordi. La nostra sorte è segnata, il libero arbitrio è illusione? No. Danny e Jack dimostreranno che c'è sempre la possibilità di scegliere. A questo punto, se avete visto il film senza aver letto il romanzo, qualcosa non vi torna, e avete ragione. Il passato di Jack è stato eliminato da Kubrick. Il finale poi è radicalmente diverso. Cosa succede nel libro? Ogni lettore di Shining (Bompiani) merita di scoprirlo da solo.

King non ha mai fatto mistero di non apprezzare la pellicola di Kubrick, pur riconoscendone il valore artistico. King è uno scrittore morale (ma non moralista) e mette in scena lo scontro tra Bene e Male. Kubrick è al di là del bene e del male: per questo coglie bene il fascino spaventoso della violenza. King, inoltre, ha un forte legame con Shining a cui di recente ha dedicato il sequel Doctor Sleep (Sperling & Kupfer). Su Whispers King ha spiegato la genesi del romanzo: «Ogni tanto ero assalito da sentimenti scellerati che non avevo mai sospettato di poter provare, alcuni verso mia moglie, altri verso i miei figli, sentimenti che andavano dall'impazienza alla collera, all'odio puro e semplice. C'erano momenti, specie intorno alle due del mattino, un bimbo in braccio o sulla mia schiena, in cui mi trovavo a chiedermi come diavolo fossi finito in quel folle asilo nido. Non ho mai smesso di amare mia moglie e i miei figli, ma vi furono istanti… Mi chiedevo cosa stesse succedendo, e come». Aggiungiamo che King ha avuto, proprio in quegli anni, problemi con la bottiglia, e il quadro è completo.
Non sorprende quindi che lo scrittore abbia iniziato a prendere le distanze dal prequel fin dal 2013, con una dichiarazione a Entertainment Weekly: «Sono ansioso di vederlo realizzare? No, non lo sono. Non sto dicendo che metterò fine al progetto: sono propenso a lasciar lavorare la gente e sono sempre curioso di sapere cosa accadrà. Ma sarei contento anche se non accadesse nulla».