Solo il galateo può salvarci dal cellulare

In "Spegni quel telefono" le regole per sopravvivere a selfie e sms

In Italia il novantatré virgola uno per cento degli abitanti ha un cellulare, con il quale viene scattato un milione di selfie ogni giorno e, tanto per rimanere coerenti con l'indole nazionale, si litiga moltissimo: sia durante le conversazioni (o i messaggi, o i whatsapp...), sia a causa di esse (o essi). Discute quasi una coppia su tre, e quasi un terzo dei figli, ragazzi innervositi, non senza ragioni, dal fatto che mamma e papà badino più a quello che succede sul telefonino che a loro (ovviamente vale solo nel caso in cui i figli non siano, a loro volta, già dipendenti dallo smartphone).

Questi dati non sono altro che la prova numerica di una realtà che è sotto gli occhi di tutti - il telefonino, per l'appunto, e soprattutto il fatto che sia diventato il magnete che attrae tutta la nostra attenzione, l'interesse, persino l'affetto, come un amante che teniamo sul comodino, pronti a rispondere a ogni sua sollecitazione. O pronti a cercarne una. Si capisce quindi che Spegni quel telefono, come si intitola il libro di Azzurra Noemi Barbuto (Piemme, pagg. 126, euro 14,90) sia un invito molto condivisibile: perché i cellulari sono ormai diventati «un'intercapedine maleducata tra noi e la realtà», come scrive Vittorio Feltri nella prefazione; peggio ancora, «gli stalker totalitari della nostra esistenza già di per sé grama».

A questo punto, che cosa può essere di aiuto? Un «Galateo per sopravvivere in Italia», cento regole di base ispirate semplicemente a buon senso e buona educazione: non urlare al telefono, non chiamare a qualsiasi ora (o addirittura videochiamare), non usare l'interlocutore come la discarica delle nostre lamentele, non trasformare le telefonate in uno show, non rispondere in qualunque situazione (per dire, in chiesa, o durante il sesso... sì, c'è chi lo fa, così come, si scopre, c'è chi fotografa la gente per strada per poi prenderla in giro sui social), non parlare al vivavoce in mezzo agli altri (come le Kardashian, chiosa sempre un amico), non fare telefonate chilometriche, non mandare duecento messaggi (anche se whatsapp è gratis), magari pure sgrammaticati, non litigare via messaggini che poi rimangono anche le prove, non lasciarsi via sms (vabbeh, un po' di tolleranza, in Arabia Saudita un uomo ci può divorziare), non farsi selfie in ogni posa, situazione, scosciamento e svestimento, non passare la serata in compagnia del telefono anziché del partner, perché altrimenti sareste potuti rimanere a casa. Con il cellulare in mano, ovvio...