Traditori, ladri e ignoranti

Un principe utopista e socialista che nel 1947 finisce prigioniero dei sovietici con l’accusa di essere una spia inglese. È degna di un vero romanzo d’avventura la vita di Guglielmo d’Asburgo, infelice e irrequieto rampollo della Casa imperiale austro-ungarica che andò incontro a una drammatica fine senza aver mai assaporato il gusto del potere. La tormentata esistenza di Guglielmo diventa un’avvincente biografia a opera dello storico Timothy Snyder ne Il Principe rosso (Rizzoli, pagg. 400, euro 23). Vicende umane e storiche si intrecciano tra la Prima e la Seconda guerra mondiale, in un pendolo che oscilla dalle atmosfere mitteleuropee di Musil all’imperialismo sovietico ai danni dell’Ucraina, la vera patria ideale del misconosciuto Asburgo.