«La trilogia erotica l'ho scritta da single Non ne potevo più...»

Se Venezia avesse dato una chance ad Alimenta di Irene Cao, pubblicato dopo due anni di lavoro editoriale dalla sua tesi di dottorato in Storia Antica, l'Università avrebbe una ricercatrice in più e l'editoria una scrittrice erotica in meno. Di Pordenone, 33 anni, Cao ha esordito ieri con Io ti guardo primo volume della trilogia soft-porno a 5 euro per 350 pagine (in ebook da domani a 3,99, già quarto su Amazon) con cui Rizzoli spera di sbancare le classifiche estive. Senza un agente, senza conoscenze e senza anticipi da favola, l'autrice ha mollato il precariato per portare in tour la trilogia (sabato sarà a Palermo a «Una marina di libri», prima uscita in pubblico) tirata in oltre 20mila copie e già venduta in Spagna, Germania, Brasile.
Chi fa sesso?
«Elena e Leonardo. Lei, restauratrice trentenne, in Io ti guardo a Venezia viene iniziata ai sensi. In Io ti sento (uscita il 19 giugno, ndr) a Roma deve scegliere tra il fidanzato sicuro e la passione incerta. In Io ti voglio (uscita 10 luglio) la discesa agli inferi e il risveglio a Stromboli».
Forse lei sarà la E.L. James italiana: come è accaduto il miracolo?
«Dopo il dottorato ho fatto mille lavori precari, dalla profumeria ai seggi elettorali, ma in testa avevo un romanzo rosa. Ci ho messo tre anni a scriverlo. Poi ne ho fatte venti copie e le ho spedite. Dopo un anno ha risposto Rizzoli».
Nientemeno. Ma conosceva già l'editor?
«Macché. Avevo trovato il nome su Google. La lettera dell'editor diceva: “La scrittura fila, ma ad un certo punto la storia crolla”: 200 pagine su 450 da rifare. Una notte ho preso il manoscritto e l'ho gettato nella stufa a legna».
Però ha tenuto duro.
«Ho cambiato ambientazione e un po' stile».
E ci ha messo il sesso...
«Due scene di sesso che ho sviluppato in modo “viscerale”: è l'aggettivo dell'editor».
E dopo l'estate di fuoco di E.L. James, l'hanno presa.
«Hanno detto: “Scrivici un paio di racconti”. Volevano vedere se ero davvero capace di scrivere di sesso. Poi in autunno, a Pordenonelegge, ci siamo conosciuti e a pranzo mi hanno detto: “Va bene, ci facciamo una trilogia”».
Ingredienti chiave di una trilogia erotica di successo?
«Tono leggero ma non banale, anche se bisogna disseminare un po' di infelicità. Sviluppo di personaggi minori, per offrire una storia completa. Happy end obbligatorio, perché le lettrici bisogna accontentarle. E “sesso viscerale”».
Che sarebbe?
«Mantenere un registro alto, mai volgare. Location bizzarre: sottoportego veneziano d'inverno; scena a tre in palazzo con festa in maschera alla Kubrick; Belvedere del Gianicolo, scoglio a Sabaudia. Però non ho voluto metterci il sadomaso. Volevo la verosimiglianza: a qualcuno di farlo su uno scoglio sarà pure capitato, una volta nella vita, no?».
Faticoso, il sesso verosimile?
«Ne esco sempre provata. E poi i tre volumi li ho scritti da single. Al terzo ero al limite».