Tutto il piacere di leggere innamorandosi dell'eros

La serie (che comprende anche qualche autore insospettabile...) inizia con Dolorosa soror. Per vivere un luglio davvero bollente...

"Susanna al bagno" di Francesco Hayez

Era una ragazza, e molto carina, e fu uno scandalo quando in Francia nel 1996 uscì Dolorosa soror, protagonista una diciannovenne che narrava il piacere della totale sottomissione sessuale. Si chiamava pure Florence, come l'autrice, lasciando intuire la natura autobiografica del romanzo. Quello di Florence Dugas resta uno più bei libri sul sesso mai scritti da una donna, perché non sembra scritto da una donna, neppure Colette c'è mai riuscita. Il piacere preso per quello che è, senza le svenevolezze di Lady Chatterley, piuttosto con lo stile di uno dei grandi libertini settecenteschi, un'allieva di de Sade. Certo, le nostre odierne femministe oscurantiste sarebbero scese perfino in piazza, e non è detto che non lo facciano oggi perché la storia di Florence ve la regala domani ilgiornale.it per aprire una collana di testi ormai classici del genere.

Eppure non è un caso che l'età moderna, l'esplosione scientifica e la libertà di pensiero, nate con la rivoluzione borghese e nell'Illuminismo, con i primi lumi della ragione illuminino subito proprio l'eros. Eros e logos, un'accoppiata in cui non c'è solo il sublime eccesso del divin marchese, ma perfino un utopista composto come Charles Fourier: tra i molti trattati sociali buttò giù anche una bella Tavola analitica del cornificio, un titolo che è già tutto un programma. In sostanza la ragione per cui tra moglie e marito non si mette il dito, perché il dito finisce nella piaga della monogamia. Un trattato spassoso che quanto a logica non fa una piega, solo tante sgualciture sull'ipocrisia dei vestiti nuziali.
Fourier, attenzione, era un pioniere della parità tra uomo e donna, ma anche lui sarebbe poco simpatico alle femministe, le quali per combattere il maschilismo ormai aboliscono il desiderio maschile, ci vorrebbe un etero pride per il maschio moderno, che non sa più come corteggiarle: se una donna ti attrae sessualmente e lo dichiari come minimo ti minaccia di querela, oppure ti querela veramente, a me è capitato.

Tantomeno appare casuale se le donne libertine sono sempre state scritte da uomini, dove l'imprescindibile modello estetico, filosofico, morale, è senza dubbio la Juliette sadiana, che tra l'altro dà il titolo al bel romanzo di recente pubblicato da Rizzoli della pornostar Sasha Grey, ultima erede di de Sade, della Dugas e di tanti piccoli capolavori del proibito. Spesso messi all'indice, cioè editi clandestinamente o pubblicati nell'anonimato.

Tanto è inutile girarci intorno, il concetto del non c'è sesso senza amore non sta in piedi, figuriamoci a letto, e pertanto si usa l'espressione «facciamo l'amore» per non sembrare troppo carnali, come se la carne non fosse già amore e dei più tormentati, e la carne è debole perché il desiderio è forte. Lo sapeva il Pierre Louÿs delle Piccole scene amorose, già autore censuratissimo nel primo Novecento di un vero e proprio galateo erotico per fanciulle. A Pierre andò anzi relativamente bene, le fanciulle disegnate da Egon Schiele furono bruciate in un'aula di tribunale e quelle non bruciate oggi sono esposte nei grandi musei e valgono centinaia di migliaia di euro.

Tra l'altro, al contrario di quanto si creda o ci abbiano fatto credere i marxisti, nella cultura l'immaginario della libertà sessuale non lo porta il Sessantotto, che arriva tardi e male, portando tanti noiosissimi porci con le ali. Con un carico di ideologia politica opprimente e ammosciante da tutti i punti di vista, come gli spinelli di gruppo.

Si noti piuttosto, oltre alla prevalenza maschile, il predominio francese, perché c'è poco da fare, la patria del libertinismo è Parigi, come quella della letteratura, da Balzac e Flaubert alle fanciulle in fiore di Proust. E a proposito di Balzac e di fanciulle, nella collana di perle è infilata anche La fanciulla dagli occhi d'oro, un frammento amoroso di commedia umana ambientato in una Parigi che assomiglia all'Italia di oggi, mancano solo i talk show, per il resto intorno alla vicenda dell'affascinante Paquita c'è un'economia in crisi e fatta di chiacchiere dove sono tutti «obbligati a non stare mai zitti, sostituiscono la parola all'idea, la frase al sentimento: la loro anima non è più che una laringe».

Nell'editoria italiana una medaglia al valore la merita la casa editrice ES del pioniere Diego Paolini, senza la quale saremmo rimasti inchiodati alla noia di Moravia e agli amori di Cassola e Pratolini. Senza di lui non avremmo mai conosciuto né de Sade né Restif De La Bretonne né Sacher Masoch, da cui viene il termine masochismo, l'altra faccia del sadismo (in verità già inglobato in de Sade). Né una come la Dugas, e alla fine basta lei a far piazza pulita di tutta la narrativa lagnosa delle narratrici femministe antifemminili, quelle che piacciono a Concita De Gregorio e a Lidia Ravera. Iniziate da Florence e capirete che insieme al sesso qui ci sono cinquanta sfumature di fascino e di intelligenza. Se non ora quando? Domani su ilgiornale.it.

Commenti

Nadia Vouch

Dom, 30/06/2013 - 17:15

Lei ha ragione: non è casuale che le donne libertine siano sempre state scritte da uomini. Già qui sta il primo inghippo: perché libertine? C'è dunque qualcosa da giustificare nel comportamento di una donna? Si? E allora, l'unico che può farlo e solo l'uomo, giusto? Comunque, per fare "all'amore", l'ideale sarebbe la comune partecipazione. Nella realtà, spesso così non è. Forse, nel rapporto uomo-donna, l'uomo di questo si accorge di meno e quindi può pontificare. Poche donne, di solito dopo un nutrito numero di esperienze e solo laddove la situazione economica e socio-culturale loro lo consente, potranno, come pochissime poterono, parlarne o addirittura scriverne.