Il vero conte di Montecristo? Era l'eroico padre di Dumas

S olo un appassionato narratore come Alexandre Dumas avrebbe potuto raccontare in maniera credibile l'avventurosa vita di Thomas-Alexandre Davy de la Pailletterie.
Per oltre duecento pagine, in Mes Mémoires (1852-1856), il romanziere francese ricostruisce la biografia di sua padre attraverso i ricordi personale, quelli della madre e le testimonianze degli amici. Ne esce un personaggio le cui imprese mirabolanti caratterizzeranno le successive vicende letterarie de I tre Moschettieri e de Il Conte di Montecristo. Per scoprire la storia del generale Thomas-Alexandre Davy De la Pailletterie (detto Dumas, e padre di Alexander) i lettori hanno ora a disposizione un appassionante lavoro di non fiction come Il diario segreto del Conte di Montecristo (Newton Compton Editori) di Tom Reiss. Un volume capace di aggiudicarsi il Premio Pulitzer 2013.
Il papà dello scrittore era figlio del marchese Alexandre-Antoine Davy de la Pailleterie e della schiava di origine haitiana Marie Cassette, soprannominata da tutti «la femme du mas» ovvero «la donna della masseria». L'infanzia di Thomas Alexandre fu tutt'altro che tranquilla perché suo padre, dopo la morte della sua sposa, decise di ritornare in Francia dalla colonia di Santo Domingo dove aveva ricoperto il ruolo di generale d'artiglieria. Per finanziare il suo viaggio il marchese vendette i figli come schiavi. Il solo primogenito sarà riscattato dopo sei mesi, e verrà allevato in Francia. All'età di 24 anni, nel 1786, si arruolerà nell'esercito assumendo il nome di Thomas Alexandre Dumas (in ricordo della madre).
Il giovane soldato dimostrerà subito un coraggio da leone difendendo con le armi la regione di Villers-Cotterêts e affronterà poi sia la Guerra di Vandea sia le successive Campagne d'Italia e d'Egitto. Sarà il primo haitiano a raggiungere la carica di generale dell'esercito francese a soli 32 anni e verrà ben presto soprannominato dagli austriaci in battaglia come il Diavolo Nero.
All'apice della sua carriera il valoroso ufficiale si scontrerà però con Napoleone Bonaparte, al Cairo in Egitto. Sarà Thomas Alexandre in persona a guidare la carica della cavalleria francese durante la battaglia delle Piramidi ma non riuscirà però a nascondere il suo orrore per il massacro dei prigionieri catturati dopo l'attacco alla Grande Moschea e la strage dei ribelli sopravvissuti alla presa di Jaffa. Dumas padre rimprovererà apertamente Napoleone per le troppe barbarie e per questo verrà destituito dal grado di generale.
Le peripezie, come ci racconta nel dettaglio Tom Reiss, non finiscono qui. Anzi. Quando l'ex generale è costretto, a causa di una tempesta, a sbarcare a Taranto, viene catturato dal re di Napoli Ferdinando I che lo getta a marcire in una buia prigione per due anni. In questo luogo, Dumas padre sopravvive non solo agli stenti ma anche a vari tentativi di avvelenamento senza che nessuno dalla Francia faccia nulla per liberarlo. Scarcerato dopo la battaglia di Marengo, passerà gli ultimi anni della sua vita semiparalizzato e cieco da un occhio, morendo nel febbraio del 1806 per un tumore allo stomaco.
Come ben ci spiega Il diario segreto del Conte di Montecristo la vita drammatica di Thomas-Alexandre Davy de la Pailletterie fornirà, soprattutto per questo epilogo, più di uno spunto al figlio romanziere. Temi come la vendetta e il ricordo che deve sopravvivere al tempo e alle avversità, si intrecciano in tutta la biografia firmata da Tom Reiss. Così la vedova ricorderà l'ex generale in una lettera del 1814: «era un soldato che il fato delle battaglie ha risparmiato ma che è morto nella miseria e nel dolore, senza decorazioni né compensazioni militari, vittima dell'implacabile odio di Napoleone e della sua propria bontà d'animo».