Virus




Come virus s’insinua
il desiderio nella carne
senza punto di partenza
per un arrivo presunto
su una plaga sconosciuta,
s’innerva, palpita, si propaga.
Tu sei viva nei singulti,
tu sei dea nelle visioni,
mi precedi ad occhi chiusi,
mi accogli nel mistero,
un passato agrodolce,
un futuro inesplicabile.
La quiete torna sul presente
con l’estensione concentrica
dei dolorosi spasmi,
e s’affievolisce il vigore
nell’abbraccio avvolgente.
L’essenza di tutto
nel bacio frusciante
del malinconico distacco,
della rinascita promessa.