Cunego in fuga molla sul più bello. Vince Dessel

Spettacolare tappa da Cuneo a Jausiers. Il veronese stacca i migliori, guadagna quasi 10' e virtualmente rientra in classifica. Ma cede di schianto sulla Bonette e arriva con i favoriti. Schleck resta in giallo

Jausiers - Nella tappa con la cima più alta del Tour (la Bonette, 2.802 metri) e con l'arrivo di tappa nella città più piccola della storia (solo mille abitanti a Jausiers) Damiano Cunego tenta di togliersi la scimmia dalla spalla. Il veronese, che fin qui ha disputato una Grande Boucle deludente, se si esclude la discreta crono di Cholet, prende spunto dal percorso italiano per metà (si partiva da Cuneo e il primo Gpm era il Col de la Lombarde) e tenta la carta della fuga. Si infila nel gruppetto alle spalle del cacciatore solitario Stefan Schumacher e prova a recuperare la strada persa fin qui. Per qualche ora il ciclista della Lampre sembra tornare quello del Giro vinto nel 2004. Guadagna quasi 8 minuti sul gruppo maglia gialla, ritorna (virtualmente) in gioco per il podio finale. Ma a metà dell'eterna salita finale (la Bonette) Cunego cede di schianto e perde le ruote dei fuggitivi. Resta con il gruppo della maglia gialla fino al traguardo (da cui perde terreno Menchov nella discesa finale), ma è una magra consolazione. Così come aver scalato tre posizioni in generale: ora è 12esimo. "Ci riproverò domani verso l'Alpe d'Huez" sussurra ai microfoni dopo l'arrivo. Ma in quel sospiro c'è tutta la consapevolezza che chi lotta per il podio ha ben altro ritmo.

La corsa Dei fuggitivi di giornata restano davanti in quattro. E sul traguardo è il francese Cyril Dessel (Ag2r) a regolare gli altri. Alle sue spalle Sandy Casar (FdJ) e lo spagnolo David Arroyo (Caisse D’Epargne). Quarto l’ucraino Yaroslav Popovich (Silence-Lotto) a 3". Spettacolare caduta in discesa per il sudafricano John Lee Augustyn, che aveva scollinato per primo: fa un dritto in un tornante senza parapetto e rotola per qualche decina di metri. Recuperato da uno spettatore deve però abbandonare la bicicletta e dire addio al successo parziale. Il lussemburghese Frank Schleck (Csc) conserva la maglia gialla. Alle sue spalle si confermano l’austriaco Bernhard Kohl (Gerolsteiner) a 7" e l’australiano Cadel Evans (Silence-Lotto) a 8". Detto di Menchov, che lasciato sulle rampe della discesa almeno 40", da segnalare che cambia padrone la maglia bianca dei giovani. L'unico simbolo del primato che era sulle spalle di un italiano, Vincenzo Nibali (Liquigas), passa a Andy Schleck (Csc) per soli 6".