Cunego: «Vado piano, ma andrò ben lontano»

«La crono non è la mia gara: ho limitato i danni. Punto tutto sulle montagne per bissare il 2004»

Pier Augusto Stagi

da Cremona

«Un minuto e nove secondi di ritardo da Ivan Basso dopo il cronoprologo e la cronosquadre? Se me l’avessero detto alla vigilia, ci avrei fatto la firma». Missione compiuta quindi per Cunego. «Lo sapevano anche i muri che questa non era una prova adatta ai miei mezzi. Se guardo i miei avversari diretti, un minuto ci sta eccome. Cosa posso dire? È passato un altro giorno delicato. Abbiamo messo alle spalle anche questa tappa. Per me il Giro comincia adesso».
Damiano fa il punto con Martinelli, il tecnico della Lampre-Fondital, che si dice moderatamente soddisfatto, da inguaribile perfezionista quale è. «Abbiamo fatto una buonissima prova e siamo sereni. Non posso dire di essere contento, perché per essere contento avremmo dovuto perdere non più di venti secondi, ma bisogna essere anche realisti: Csc, T-Mobile e Discovery erano di gran lunga più attrezzate di noi per questo tipo di prova. Siamo solo mancati un pochino tra il 20° e il 25° chilometro: lì abbiamo subito una leggera flessione, poi ci siamo ripresi molto bene».
Cunego ha il volto disteso e sorridente di chi sa che ha fatto le cose per bene, e soprattutto sente che la condizione sta migliorando. «Per quanto mi riguarda, il Giro comincia oggi (ieri per chi legge, ndr). Ora bisogna essere forti e io sento di poterlo essere. Sabato e domenica ci saranno due tappe molto impegnative: Saltara e la Maielletta sono banchi di prova molto impegnativi. Ho visto Di Luca andare molto forte, sicuramente proverà a fare qualcosa, ma non starò a guardare: voglio guadagnare qualcosa». Aspettando le salite per recuperare il tempo perduto, anche se c’è quella crono di Pontedera che non lo fa dormire tranquillo: «Alla crono non ci devo pensare, altrimenti mi viene il mal di pancia. Voglio solo pensare che c’è terreno per recuperare. Basso ha questa prova, io le salite per metterlo in difficoltà. So di poterlo fare e lo sa pure lui».