Dal cuneo ai Bot: gli inganni del Professore

Stefania Craxi

In tema di soldi e di tasse non c'è alcun dubbio che la sinistra è in affanno mentre l'affondo di Berlusconi sull'abolizione dell'Ici, una tassa odiosa e iniqua perché grava anche sulla prima casa, ha centrato il segno. Poco importa che i sindaci diessini, Cofferati e Veltroni in testa, si siano affannati a dire che senza il gettito dell'Ici essi saranno costretti a tagliare l'assistenza agli anziani, le mense ai bambini, le cure ai malati. È stato facile rispondere loro meno sprechi, meno auto blu, meno consulenze per gli amici, meno enti superflui che servono solo ad alimentare il clientelismo. L'Ici può essere abolita; questo è un punto fermo e chiunque vinca dovrà tener conto del problema.
Nelle varie apparizioni televisive Prodi ha propalato bugie, contraddizioni, inganni da quattro soldi che non possono essere giustificati - come ha detto lui - da «errori di comunicazione». Altro che errori di comunicazione! Sono raggiri veri e propri.
Quando Prodi dice di voler abbassare dal 27 al 20 per cento l'imposta sugli interessi maturati sui depositi di conto corrente, dice una cosa buona a gettare fumo negli occhi della gente ma di nessun valore economico. I depositi in conto corrente riguardano cifre modeste perché nessuno è così sciocco da lasciare in conto corrente anche solo qualche migliaio di euro. Su queste cifre modeste le banche pagano interessi dello 0,25,- 0,30 per cento che di solito non coprono nemmeno le spese di gestione. Tassare questi interessi del 27 o del 20 per cento significa parlare di centesimi, e non figuratamente. E' un argomento che svela che Prodi, Fassino e Rutelli che lo ripetono, considerano gli italiani o schiocchi o ignoranti.
Altro tema altro inganno: l'affermazione che saranno tassati solo i BOT e i CCT di nuova emissione e non quelli già emessi. Ma i BOT e i CCT già emessi non sono a cent'anni: sono a tre mesi, sei mesi, un anno, tre anni al massimo. Questo vuol dire che nel giro massimo di tre anni almeno l'80 per cento dei titoli già emessi dovranno essere rinnovati pagando l'imposta maggiorata.
Terzo tema e terzo inganno: i proventi che verrebbero da una seria lotta all'evasione fiscale. La verità è che dalla lotta all'evasione non è mai uscito più di qualche spicciolo: si fa per scoraggiare i potenziali evasori ma nessuno pensa seriamente che possa contribuire a sanare i buchi di bilancio. Nel suo intervento televisivo Prodi ha detto una bugia spacciando per imposta evasa la massa di imponibile non denunciato scoperto dalla Guardia di Finanza. Questo imponibile è oggetto di tutti i ricorsi che potete immaginare. Quello che alla fine resta viene messo a ruolo ma l'esazione è tutt'altro che certa perché in misura notevole si tratta di evasori che non hanno pagato non per mettersi dei soldi in tasca ma perché le loro attività non rendevano tanto da pagare. Le vecchie agenzie che appaltavano l'esazione delle imposte (ora il servizio è stato assunto dalla stessa Agenzia delle Entrate) non facevano che lamentarsi perché spesso il ricavato non copriva le loro spese. La lotta all'evasione costa. Costa la Guardia di Finanza, costano le commissioni tributarie, costa l'esazione, costano i fallimenti con cui spesso si conclude l'intero iter. Pagare anche in parte i cinque punti del famoso cuneo fiscale con il recupero dell'evasione è semplicemente una bufala.
Due parole su questo famoso cuneo. Prima di tutto: quanto vale? Diecimila o 20mila miliardi? Prodi non ha mai fatto una cifra. Ha detto solo di tagliare di cinque punti il costo del lavoro. Perché - aggiungo io - lo ha promesso a Montezemolo e ai suoi amici che lo ripagano con l'appoggio dei loro giornali. Ma anche la destinazione è incerta perché Bertinotti vorrebbe che finisse nella busta paga. Insomma è tutto incerto: quanto sarà, dove si troverà la copertura, a chi finiranno i soldi. Una cosa sola è certa: che una bella stangata si abbatterà sul ceto medio chiamato a pagare i debiti dei ricchi e le difficoltà della fascia bassa della popolazione.
L'ultimo inganno di Prodi (ma ultimo per questo elenco perché tutta la campagna elettorale di Prodi è stata una menzogna) riguarda proprio l'Ici. Prodi ha detto che abbasserà l'Ici ma ha sempre aggiunto che saranno riveduti gli estimi catastali che effettivamente sono molto bassi. Proviamo a fare il conto: moltiplichiamo per due i valori immobiliari segnati in catasto e diminuiamo di un decimo o di un quinto la percentuale d'imposta. Il risultato è semplice: mettete le mani in tasca e pagate.